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Delitti dal mondoNews24 agosto 1981: 34 anni fa veniva condannato l’assassino di John Lennon

24 agosto 1981: 34 anni fa veniva condannato l’assassino di John Lennon

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Mark ChapmanAd uccidere John Lennon, ex componente dei Beatles e noto solista, fu Mark Chapman, statunitense diventato famoso proprio per aver assassinato l’8 dicembre del 1980 il grande musicista. L’uomo venne definitivamente condannato per l’omicidio il 24 agosto del 1981

Sono passati 34 anni dalla condanna di Mark Chapman che l’8 dicembre del 1980 si appostò all’entrata della residenza di John Lennon con il solo obiettivo di ucciderlo. Dopo avergli stretto la mano e fatto firmare un autografo sul suo ultimo album, l’assassino dopo qualche ora passò all’azione. “Ehi, Mr. Lennon!” gridò ed il musicista si vide piombare addosso cinque colpi di pistola.

Perchè questo omicidio? Mark Chapman, guardia giurata con un trascorso da tossicodipendente e un ricovero in una struttura ospedaliera per malati di mente, si era convinto che John Lennon avesse tradito con la sua musica ed alcune dichiarazioni gli ideali della sua generazione e che quindi doveva essere punito: “Ascoltavo quella musica e diventavo sempre più furioso verso di lui, perché diceva che non credeva in Dio… e che non credeva nei Beatles. Questa era un’altra cosa che mi mandava in bestia, anche se il disco risaliva a dieci anni prima. Volevo proprio urlargli in faccia chi diavolo si credesse di essere, dicendo quelle cose su Dio, sul paradiso e sui Beatles! Dire che non crede in Gesù e cose del genere. A quel punto la mia mente fu accecata totalmente dalla rabbia. Mi sentivo tradito, ma a un livello puramente idealistico. Vagando per le biblioteche di Honolulu mi imbattei in John Lennon: One Day at the Time. Quel libro mi ferì perché mostrava un parassita che viveva la dolce vita in un elegante appartamento di New York. Mi sembrava sbagliato che l’artefice di tutte quelle canzoni di pace, amore e fratellanza potesse essere tanto ricco. La cosa che mi faceva imbestialire di più era che lui avesse sfondato, mentre io no. Eravamo come due treni che correvano l’uno contro l’altro sullo stesso binario. Il suo “tutto” e il mio “nulla” hanno finito per scontrarsi frontalmente. Nella cieca rabbia e depressione di allora, quella era l’unica via d’uscita. L’unico modo per vedere la luce alla fine del tunnel era ucciderlo”.

Mark Chapman venne accusato di omicidio di secondo grado, si dichiarò colpevole per volontà di Dio e il 24 agosto del 1981 fu condannato ad una reclusione che andò dai venti anni di reclusione all’ergastolo.

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