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25enne marocchino ucciso a Milano nell’hotel dei fantasmi

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Torso nudo, una sola scarpa, pantaloni. Così si presentava il cadavere di Moustafa domenica sera all’arrivo delle forze dell’ordine

via_adrianoIl giovane è un 25enne marocchino ucciso in seguito a una caduta nel vuoto, atterrando sulle scale che portano alle cantine.

Moustafa era già segnalato per un ordine di espulsione risalente a settembre e ignorato.

Sul corpo nessun segno evidente di colluttazioni o aggressioni, anche se la mancanza della maglia e di una scarpa lasciano presagire a uno scontro corpo a corpo tra vittima e assassino, che ha scaraventato Moustafa nel vuoto.

Il motivo legato allo scontro è al momento sconosciuto, ma sicuramente non ha niente a che fare con un posto all’interno dell’hotel dei fantasmi in via Adriano 60, alla periferia di Milano.

Lo stabile, infatti, è completamente fatiscente, in rovina, circondato da immondizia e con un costante odore di morte. Un posto dove vivono coloro che non hanno nessuno o che sono in condizioni economiche disperate. Come afferma una donna russa, anche lei “ospite” dell’hotel dei fantasmi, le tre palazzine del complesso hanno una loro divisione: “In questa zona viviamo noi europei: russi, bulgari.

Di là ci sono i cattivi, i nordafricani. Non paghiamo per dormire”. Tuttavia, non tutti sanno che questo stabile che cade a pezzi è stato, in passato, un istituto professionale e  una forestiera della Guardia di Finanza.

Nel 2007, poi, l’avvicendamento e il passaggio di proprietà che, dalla Regione, è stato affidato all’Aler la società che in Lombardia si occupa delle case del comune e della loro assegnazione. Per questo motivo i cittadini della zona erano preoccupati che il palazzo e l’area circostante potesse precipitare nel degrado.

Situazione che si è puntualmente verificata. Fatto sta che adesso, quando le forze dell’ordine passano per via Adriano 60, non si fermano nemmeno a guardare, essendo a conoscenza della situazione. Adesso, però, i Carabinieri sono chiamati a far luce su due misteri: l’uccisione di Moustafa e scoprire l’identità del “fantasma”  che li ha chiamati  per denunciare l’omicidio.

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