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News37 anni fa l’assassinio di Peppino Impastato

37 anni fa l’assassinio di Peppino Impastato

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Era il 9 maggio 1978 quando il corpo senza vita del giornalista Peppino Impastato veniva rinvenuto nei campi vicino a Cinisi. Il 9 maggio una data tragicamente famosa che accomuna Peppino Impastato ad Aldo Moro

“Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,
negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,
aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato,
si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore.”da “I Cento Passi”

peppino-impastatoRicorre oggi l’anniversario del brutale assassino di Peppino Impastato. Nella notte tra l’8 maggio e il 9 maggio del 1978 Peppino Impastato fu vittima di un vile attentato che aveva come scopo anche quello di distruggere la sua immagine e le sue idee. I carnefici infatti inscenarono un depistaggio, misero nell’auto di Peppino una carica di tritolo che avrebbe dovuto dare adito ad un ipotesi di suicidio.

In quel periodo Peppino si era candidato nelle liste di Democrazia Proletaria e correva per le Elezioni Comunali di CInisi. I rumors davano il suo nome come uno dei più probabili all’ascesa nel consiglio comunale, ma quella notte qualcuno decise che mai e poi mai un personaggio anti-mafia sarebbe stato eletto.
Eppure, anche se simbolicamente, tutti gli abitanti di CInisi lo votarono e fu eletto.
Di Peppino oggi sappiamo quasi tutto, la sua vita, i suoi rapporti conflittuali con l’ambiente mafioso in cui era vissuto, oggi per tutti Peppino è il simbolo della lotta al malaffare, al potere mafioso, è la speranza per ognuno di noi che qualcosa può cambiare.
La giustizia ha stabilito dopo anni di processi che fu la mafia ad uccidere Peppino Impastato, molto importante fu il contributo del fratello Giovanni e della mamma Felicia che dopo il suo assassinio decisero di rompere con quel ambiente mafioso e fecero nomi e cognomi. Da quelle rivelazioni partì poi l’inchiesta che porterà a stabilire con assoluta certezza la matrice mafiosa del delitto.
In queste ore ci sono moltissime manifestazioni culturali per ricordarlo. città di Siracusa ha deciso di intitolargli una strada.
A Bologna ci sarà un Festival che porta il suo nome, a Pisa ci sarà Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo, che partecipirà alla “Giornata dedicata alla memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi”
L’associazione Libera ha organizzato una due giorni a Roma presso il Parco Collina della Pace con il titolo “Peppino Vive nel Parco, Commemorazione dell’assassinio di mafia di Peppino Impastato – Festa della Legalità”. Anche in altre città Peppino sarà ricordato, come a Viterbo, a Ercolano e in moltissime altre città italiane.

Ma seppure l’Italia intera sembra essere al fianco di Peppino resta senza una spiegazione ragionevole la decisione di chiudere e non far visitare il casolare dove nel 1978 Peppino fu ucciso, metà in tutti questi anni di tanti italiani che hanno lasciato un fiore per Peppino.
L’anno scorso la Giunta Regionale aveva deciso di avviare un processo per rendere il casolare “luogo di interesse culturale” e “monumento della legalità”, ma fino ad oggi nulla si è mosso.


Peppino ti ricordi quando

mi hai aiutato a fare
la trasmissione su Fausto e Iaio
tu sapevi usare sempre le parole giuste
per ricordare che il potere
ha già fatto molti morti.
Hai pure voluto ricordare l’anniversario
di Pinelli, di Sacco e Vanzetti
hai sempre pensato a Francesco
a Walter, a Giorgiana, a Mauro
e a tutti gli altri compagni
morti di Stato.
Ora ti aspetto per pensare
anche a te
perchè non è vero che sei vivo
ma siamo noi che moriamo
sempre più dopo le vostre morti.”Guido (maggio 1978)

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