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DossierStragi di Stato40 anni fa la strage di Piazza della Loggia

40 anni fa la strage di Piazza della Loggia

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Sono passati 40anni da quella mattina del 28 maggio del 1974, e il mistero è sempre fitto su quel brutale attentato

PiazzadellaLoggiaEra una calda mattina di maggio del 1974 quando Brescia fu sconvolta da un attentato terroristico nella centralissima Piazza della Loggia. In un cassonetto dei rifiuti avevano piazzato una bomba che esplose proprio mentre un corteo di manifestanti transitava di lì.
Quella mattina era stata indetta sia dai sindacati che dal Comitato Antifascista una manifestazione contro un terrorismo che all’epoca faceva molta paura: quello neofascista. Alla manifestazione presero parte anche Franco Castrezzati e il deputato del Partito Comunista Italiano Adelio Terraroli.
Quando la bomba esplose lasciò a terra 8 cadaveri e ferì circa 100 persone. Fu chiaro a tutti e immediatamente che si era trattata di una strage e che i responsabili volevano tutti quei morti innocenti.

Le indagini partirono male dall’inizio, la questura bresciana puntò immediatamente l’attenzione sui gruppi di estrema destra e furono rinviati a giudizio diversi esponenti della cellula bresciana.

Il processo di primo grado condannò come autori materiali della strage Ermanno Buzzi, Pierluigi Concutelli e Mario Tuti.
In attesa del processo d’appello, il 13 aprile del 1981 Ermanno Buzzi subì un aggressione in carcere, fu strangolato e morì prima della celebrazione del secondo grado di giudizio.
I giudici però rividere completamente la dinamica della strage e assolsero i due imputati, ed anche in cassazione nel 1985 furono dichiarati estranei completamente ai fatti.
11 anni di indagini e processi che portarono a un nulla di fatto.

Nel 1984, però si iniziò anche ad indagare in altri ambienti grazie anche a dichiarazioni  di alcuni pentiti. Questo filone di indagine però non portò a nulla, e nonostante fu istruito un processo, questo dichiarò prosciolti tutti gli imputati per insufficienza di prove sia in primo grado, che in appello, che in cassazione.

Nell’opionione pubbliche andava sempre più farsi largo l’ipotesi che alcuni apparati dello stati e dei servizi segreti fossero coinvolti nella vicenda.
L’ipotesi prendeva origine da alcune anomalie che si verificarono, prima fra tutti il fatto che squadre di pompieri fossero state impiegate immediatamente dopo la strage per ripulire la piazza. Questa pulizia non fece altro che eliminare degli importantissimi riscontri che i magistrati avrebbero potuto utilizzare per risalire all’origine degli esplosivi utilizzati.
Ci fu poi la sparizione di tutti i reperti estratti dai corpi dei cadaveri e dei feriti che con le tecniche investigative anche dell’epoca avrebbero potuto dirci di più su come fu confezionato l’ordigno.
Non ultima una fotografia scattata la mattina della strage e che ritrae tra i manifestanti anche Maurizio Tramonte, noto negli ambienti della polizia come un militante di Ordine Nuovo nonchè funzionario e collaboratore dei servizi segreti di difesa.

Già durante il secondo filone di indagine si era fatta strada l’ipotesi di convivenze tra gruppi neofascisti e apparati statali che portò il giudice Zorzi ad affermare che vi fu un rete di protezione ad altissimi livelli. Misteriosa è anche la circostanza di un intercettazione telefonica in cui Margherita Ragnoli affermò che era a conoscenza della strage fin dalla sera precedente.
Un nuovo impulso alle indagine avvenne nel 2005, quando la corte di cassazione chiese l’arresto di Delfio Zorzi, il quale però nel frattempo è diventato cittadino giapponese ed in quanto tale non è possibile richiedere l’estradizione.
L’indagine però è proseguita e la magistratura individuò negli ambienti di Ordine Nuovo e in Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi, i responsabili della strage di piazza della loggia.

Il rinvio a giudizio degli imputati ha aperto un processo la cui prima udienza si è tenuta nel novembre del 2008, durante le prime fasi dibattimentali i publici ministeri hanno individuato per tutti gli imputati, ad eccezione di Pino Rauti, l’accusa di strage.

Anche questa indagine ha però portato ad un nulla di fatto, il 21 ottobre del 2010 tutti gli imputati sono stati assolti per insufficienza di prove. Anche la corte d’assise ha confermato nel 2012 l’assoluzione. Un ultimo colpo di coda di questa indagine c’è stato a febbraio del 2014 quando la corte di cassazione ha annulato le assoluzioni a Carlo Maggi e Maurizio Tramonte.
Un indagine lunga 40 anni, forse la più lunga della storia italiana che al momento non ha portato a nessun colpevole, forse è vero quello che affermò Zorzi la protezione politica è ancora in atto e pronta ad intervenire in ogni momento e in ogni luogo.

Oggi si celebra il 40esimo anniversario e il ricordo va a quelle 8 vite spezzate in quella calda mattina di maggio dove il confine tra stato e terrorismo è stato assente.

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