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Dossier5 omicidi di bambini che hanno scioccato l’opinione pubblica

5 omicidi di bambini che hanno scioccato l’opinione pubblica

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bambiniDal caso di Tommy Onofri al giallo di Cogne con la morte di Samuele Lorenzi. Senza dimenticare i delitti del Mostro di Foligno, Luigi Chiatti, e gli omicidi di Sarah Scazzi e Yara Gambirasio.

TOMMASO ONOFRI – Uno dei casi di cronaca nera che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso e che poi ha avuto un finale tragico è stato quello di Tommaso Onofri, un bimbo di soli 18 mesi ucciso senza pietà a causa di un rapimento finito male. Era il 2 marzo del 2006 quando Tommy, malato di epilessia, fu strappato dal seggiolone sotto gli occhi dei genitori e del fratello maggiore costretti a guardare senza poter fare nulla perché immobilizzati dagli stessi rapinatori.

Le indagini presero fin da subito il movente familiare. I genitori furono sottoposti a lunghi ed interminabili interrogatori tanto che iniziarono ad accendersi i primi sospetti sul padre del piccolo che finì nel registro degli indagati.

Le prime verità però iniziarono ad uscire fuori dopo 26 giorni dal sequestro del piccolo Tommy, quando vennero rinvenute alcune impronte sul nastro adesivo utilizzato dai rapinatori per immobilizzare i componenti della famiglia. Quelle tracce condussero a Mario Alessi, muratore pregiudicato, Antonella Conserva e Salvatore Raimondi. Fu Alessi a confessare che Tommaso fu ucciso poche ore dopo il sequestro. Il riscatto per la liberazione del piccolo era l’obiettivo della banda, ma quella stessa sera Tommy iniziò a piangere e per paura di essere scoperti i tre rapinatori decisero di ucciderlo con un badile.

Per approfondire: http://it.wikinews.org/wiki/Cronologia_del_sequestro_di_Tommaso_Onofri

SAMUELE LORENZI, IL DELITTO DI COGNE – Altro caso che ha colpito l’opinione pubblica italiana è stata la morte del piccolo Samuele Lorenzi ucciso il 30 gennaio del 2002 a soli 3 anni dalla sua mamma, Annamaria Franzoni. L’omicidio, che ebbe una enorme rilevanza mediatica, è passato alla storia della cronaca nera italiana come il “Delitto di Cogne” perchè avvenuto nella villetta della famiglia Lorenzi in località Montroz, una frazione di Cogne.

Inizialmente si ipotizzò che uno sconosciuto fosse entrato in casa per compiere una rapina, poi si arrivò ad accusare due vicini di casa che in realtà erano totalmente estranei alla vicenda. Ma le indagini, con gli interrogatori e le perizie psichiatriche che evidenziarono in Annamaria Franzoni una personalità affetta da nevrosi isterica, si arrivò alla frammatica verità: fu proprio la donna ad uccidere Samuele causandogli devastanti ferite al capo servendosi di un corpo contundente, che non è mai stato ritrovato, mentre il piccolo era nel lettone dei genitori.

Per approfondire: http://it.wikipedia.org/wiki/Delitto_di_Cogne

IL MOSTRO DI FOLIGNO – Facendo un salto a 22 anni fa, precisamente al 4 ottobre del 1992, ricordiamo invece la storia di Simone Allegretti, il bambino che scomparve a 4 anni a Macertola, in Umbria. Fu da quel giorno che iniziò una disperata ricercata che finì con il concludersi con l’omicidio di due bambini assassinati dal cosidetto mostro di Foligno.

Simone venne ritrovato due giorni dopo il rapimento senza vita nudo. Il bimbo fu soffocato e poi accoltellato alla gola. In una cabina di Foligno era stato trovato un biglietto firmato da “Il mostro” con su scritto: “Aiuto! Aiutatemi per favore. Il 4 ottobre ho commesso un omicidio. Sono pentito ora anche se non mi fermerò qui. Il corpo di Simone si trova vicino alla strada che collega Casale e Scopoli”.

Il 13 ottobre si fece nuovamente vivo il “mostro” che chiamò il numero che era stato attivato per chiunque avesse informazioni per trovare Simone. Poco dopo venne catturato Stefano Spilotros, 22 anni, agente immobiliare, che in realtà si scoprì essere solo un mitomane.

L’omicidio di Simone Allegretti rischiò di finire nell’archivio dei delitti irrisolit, ma il vero Mostro di Foligno dopo dieci mesi dal primo delitto ne commise un altro. La vittima fu un altro bimbo, più grande di Simone: Lorenzo Paolucci, 13 anni. Il suo cadavere venne trovato vicino alla villetta in cui abitava Luigi Chiatti, geometra di 24 anni che confessò di essere stato l’autore di entrambi gli omicidi perché invidioso dei bambini ed estremamente attratto da loro.

Per approfondire: http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Chiatti

YARA GAMBIRASIO – Era il 26 novembre del 2010 invece, quando Yara Gambirasio, giovane ginnasta di 14 anni di Brembate Sopra, uscì di casa per recarsi in palestra e non fece mai più ritorno dalla sua famiglia. Dopo tre mesi di ricerche ed indagini, il corpo della ragazzina venne ritrovato in un terreno che era stato già perlustrato altre volte.

Non è ben chiaro cosa successe quella sera, ma resta il fatto che qualcuno decise di toglierle la vita. Migliaia sono stati i test del dna effettuati, altrettante le intercettazione telefoniche che hanno portato ad un sospettato arrestato: Massimo Giuseppe Bossetti, muratore di Mapello. E’ lui il presunto assassino di Yara ed è suo il dna 1 rinvenuto sugli indumenti della giovane ginnasta.

Per approfondire: http://www.delitti.net/tag/yara-gambirasio/

SARAH SCAZZI – Il 26 agosto del 2010 ad Avetrana, in provincia di Lecce, fu uccisa la 15enne Sarah Scazzi. La quindicenne quel 26 agosto uscì di casa per raggiungere l’abitazione della cugina Sabrina ed andare insieme ad un’altra amica al mare. La ragazza però scomparve misteriosamente nel nulla.

Il delitto ha avuto un enorme rilievo mediatico in Italia tanto che fu proprio durante una diretta televisiva che fu annunciato alla madre il ritrovamento del cadavere della figlia nascosto in un pozzo.

Gli investigatori inizialmente ipotizzarono una fuga volontaria per poi spostarsi sulla pista del rapimento. Le ricerche andarono avanti tra bugie, incongruenze e confessioni fatte dagli zii e dalla cugina della stessa Sarah.

Fu proprio lo zio Michele Misseri a confessare l’omicidio della nipote che però poco dopo decise di smentire il tutto incolpando la figlia Sabrina forse gelosa delle attenzioni che Sarah riceveva da un ragazzo. Ad essere arrestata per concorso in omicidio e sequestro di persona fu poi Cosima Serrano, madre di Sabrina e moglie di Michele.

Mamma e figlia vennero condannate all’ergastolo per aver ucciso la giovane Sarah strangolandola all’interno della loro abitazione.

Per approfondire: http://www.delitti.net/tag/sarah-scazzi/

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