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Cold CaseNews7 agosto 1990: 25 anni fa veniva uccisa Simonetta Cesaroni

7 agosto 1990: 25 anni fa veniva uccisa Simonetta Cesaroni

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Simonetta CesaroniIl 7 agosto del 1990 venne trovato il cadavere della giovane Simonetta Cesaroni. Dopo 25 anni dal delitto il responsabile dell’omicidio è ancora un mistero

Sono passati ben 25 anni dal delitto di Simonetta Cesaroni. Dopo l’allarme lanciato dalla sorella e dal fidanzato preoccupati del fatto che quest’ultima non fosse ancora tornata a casa, il suo corpo senza vita trafitto da 29 coltellate venne trovato in via Poma 2, nell’ufficio dell’Associazione italiana alberghi della gioventù di Roma.

Come ricordato dall’Agi.it, Simonetta Cesaroni in quel maledetto ufficio venne rinvenuta senza abiti ma, secondo le analisi effettuate dal medico legale, non subì alcuna violenza sessuale prima di essere massacrata. Inoltre, sul luogo del delitto poche erano le tracce di sangue ed è per questo che gli investigatori ipotizzarono che ad uccidere la giovane potesse essere stato il portiere dello stabile, Pietrino Vanacore, poichè poteva essere l’unico ad aver avuto il tempo necessario a far sparire ogni minima traccia del massacro.

Vanacore dopo i tanti sospetti venne scarcerato e alcuni anni dopo venne definitivamente scagionato. Per l’omicidio di Simonetta Cesaroni venne successivamente notificato un avviso di garanzia a Federico Valle il quale abitava nello stesso palazzo di via Poma. Secondo gli inquirenti il ragazzo uccise la 20enne perchè ebbe probabilmente una relazione con suo padre. Anche Valle dopo un po’ venne però prosciolto dall’accusa di omicidio.

Dopo ulteriori analisi ed indagini, il 6 settembre del 2007 venne iscritto sul registro degli indagati Raniero Busco, all’epoca fidanzato di Simonetta Cesaroni, poichè venne trovata una forte compatibilità tra il suo dna e le tracce biologiche scoperte sull’intimo che indossava la ragazza il giorno del delitto. Nel 2010 iniziò il processo contro Busco e lo stesso anno Pietrino Vanacore si tolse la vita: “20 anni di sofferenze e di sospetti ti portano al suicidio”.

Il fidanzato della vittima venne comunque condannato a 24 anni di carcere. Il 27 aprile del 2012 la corte d’Assile d’appello assolse l’uomo per non aver commesso il fatto anche perchè durante il processo quelle tracce di Dna che avevano incastrato Busco vennero ritenute compatibili anche con altri soggetti.

Da quel momento l’intricato omicidio di Simonetta Cesaroni è rimasto senza alcun colpevole.

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