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NewsTrendsOmicidio Stival: la notte della svolta? Le telecamere del paese smentiscono Veronica Panarello

Omicidio Stival: la notte della svolta? Le telecamere del paese smentiscono Veronica Panarello

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Le varie telecamere di Santa Croce riprendono il percorso dell’auto nera di Veronica Panarello, il racconto della madre di Loris presenta molti lati oscuri

a cura di Immacolata Corso

veronica1Lo chiamano “il grande fratello delle telecamere” il paese di Santa Croce Camerina, proprio perché ad aumentare i sospetti intorno a Mamma Veronica sarebbero una quarantina di telecamere sparse nel paesello, le stesse che la ritraggono a 50 metri della zona dove è rinvenuto il corpo del piccolo Loris, strangolato da un laccio di plastica. La telecamera che la inquadra fino al curvone – direzione Mulino Vecchio – è quella di una stazione di carburante. Poco dopo, dalla telecamera di sorveglianza di una proprietà privata inquadra un’ auto di colore scuro, molto più che vicina al luogo dell’orrore. Quest’ultima però dà una visione sfocata, tanto da non permettere nell’immediato l’identificazione dell’auto. Quell’auto scura è proprio di mamma Veronica ?.

Intanto, attraverso il legale si dichiara estranea ai fatti. Ma qualcosa non quadra nella ricostruzione della giornata di sabato messa due volte a verbale dalla stessa Veronica.

Nessuna delle telecamere poste in prossimità della scuola ritrae Veronica all’orario di entrata, quindi è certo che Il bambino a scuola non è mai stato accompagnato, contrariamente da quanto invece viene scritto sul verbale. Soltanto il bambino più piccolo sarebbe stato accompagnato alla ludoteca.

Una delle telecamere inquadra una sagoma che si dirige verso casa Stival. Sembrerebbe Loris. Veronica, accompagna il più piccolo e rientra. Sono le 8:49 del sabato mattino. Dopo oltre venti minuti, esce nuovamente per arrivare al corso di cucina che avrebbe dovuto frequentate. Difatti, Veronica al Donna Fugata è andata. Arriva alle 9:55 – secondo un testimone. Per i magistrati, Veronica offre una giustificazione ai suoi colleghi, per il ritardo, “non richiesta”: << scusate, ho avuto dei problemi>>.
Dunque, Veronica esce alle 9:25. Per giungere sul posto del Mulino Vecchio occorrono 15 minuti. Prima del corso di cucina, Veronica viene ripresa a 50 metri dal maledetto posto.

I verbali non combaciano. Le fascette consegnate alla maestra potrebbero risultare l’arma del delitto. Le forbici sequestrate potrebbero riscontrare tracce di DNA. Le telecamere incastrano i tasselli mancanti. Molti gli indizi che pare siano vicini all’assassino.

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