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Cold CaseAbruzzo, medaglia nera in cold case: ecco i 10 delitti irrisolti

Abruzzo, medaglia nera in cold case: ecco i 10 delitti irrisolti

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I delitti irrisolti in Abruzzo hanno riempito le pagine della cronaca nera nazionale. Il quotidiano locale Il Centro, ha dedicato uno speciale di inizio anno a queste vittime senza giustizia, puntando l’attenzione sul fatto che 10 assassini (e forse anche di più) sono ancora a piede libero.

delitti abruzzoL’Abruzzo è una regione tranquilla, soprattutto se paragonate ad altre in cui il tasso di omicidi è elevato, però vi sono alcuni delitti irrisolti compiuti da assassini mai assicurati alla giustizia. A metterli tutti insieme ci ha pensato Il Centro, un quotidiano locale che ha scavato a fondo negli archivi della sua redazione per riaccendere i riflettori sui delitti irrisolti. Uno dei più celebri è quello dell’avvocato Fabrizio Fabrizi, avvenuto a Pescara. Nelle lunghe indagini vennero trovati dei collegamenti con la tangentopoli abruzzese. Per l’omicidio di Italo Ceci è intervenuta la criminalità organizzata a regolare i conti, visto che l’uomo era un pentito della banda Battestini che fece arrestare alcuni esponenti. Non mancano i delitti passionali e quelli senza movente, tra cui spiccano quelli recenti di Giuseppe Colabrese, trovato senza vita a in un bosco in Liguria lo scorso 9 ottobre e di Giulia di Sabatino, la 19enne che è precipitata da un cavalcavia.

Abruzzo: i delitti irrisolti

Il primo dei delitti irrisolti (in ordine temporale) è quello di Antonio Iania ucciso con 4 colpi di pistola la sera del 14 dicembre 1988. Il 33enne di origini calabresi stava rientrando a casa e per il suo omicidio non fu rinviato a giudizio nessuno. Il 1989 invece è l’anno del delitto della tabaccaia, il 23 novembre in una frazione di Tagliacozzo, Anna Rita Di Domenico venne massacrata a martellate. Dopo le prime indagini che portarono all’iscrizione nel registro degli indagati del marito e di un vicino di casa, tutto si fermò. Nel 2005 venne eseguito il test del DNA su alcune tracce di sangue rinvenute sul luogo del delitto e nemmeno una misteriosa lettera di un cercatore di funghi che accusava due donne e un uomo riuscì a smuovere le acque.

Nel 1991 vi sono stati ben due delitti irrisolti il primo nella notte tra il 4 e 5 ottobre avvenuto in piazza Muzii a Pescara. Fabrizio Fabrizi, giovane avvocato 40enne, nel suo curriculum vantava casi importanti, ma le indagini furono ostacolate e per qualcuno la Procura non aveva intenzione di andare a fondo. Gli unici imputati nel processo per la sua morte, vennero assolti, uscendo di scena, ma le indagini portarono alla scoperta di un giro di corruzione nei pubblici uffici con tangenti sui rifiuti e sul trasporto. Di diversa natura è l’omicidio di Adelaide Lalla Marziani, una gioielliera di 30 anni uccisa il 12 novembre. Prima di essere accoltellata alla gola, la giovane subì un tentativo di stupro, la scena del crimine presentava due impronte, ma nessuno ha mai trovato il proprietario.

Tanti perché e nessuna risposta per un altro celebre cold case del 2005 che ha come vittime Libero Masi e la moglie Emanuela Chelli, massacrati a colpi di machete di cui rimangono dieci faldoni e nessun colpevole. Nel 2010 il caso è stato definitivamente archiviato. Anche il delitto di Emanuela Di Cesare è stato archiviato, la mano che uccise il 22 aprile del 2007 la 38enne transessuale, non apparteneva a nessuna delle persone indiziate.

Il 2012 è un altro anno di delitti irrisolti, del primo vi abbiamo già parlato in apertura. Italo Ceci, stava abbassando la saracinesca del suo negozio di vernici quando venne sorpreso dai killer alle spalle. Nonostante i riscontri tecnici portassero a Massimo Bellone, massimo esponente della banda Battestini, per questo omicidio non ci sono colpevoli. Il secondo delitto è quello di Mariana Marku, una donna albanese che lavorava come barista in un night club, le indagati si sono bloccate a causa della scarsa collaborazione delle autorità del paese d’origine della vittima. Forse ha pagato per una colpa non sua. Una cosa è certa: Mariana conosceva il suo assassino. L’ultimo delitto di quell’anno è stato quello di Nicola Bucco, commesso in pieno giorno, molti i sospetti ma nessuna prova per la morte dell’operaio.

L’ultimo dei delitti irrisolti è quello di Renato Bellisari, un pensionato che è stato trovato con il cranio fracassato nella sua casa. Nello scorso settembre il pm ha archiviato la posizione di un conoscente dell’uomo, unico indagato, perché dagli accertamenti non sono emersi elementi rilevanti per stabilire con certezza il suo coinvolgimento diretto.

Fonte: Il Centro

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