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Agguato di camorra a Napoli: ucciso Rodolfo Zingo

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Scene da far west ieri sera nel quartiere Fuorigrotta di Napoli. Un uomo di 46 anni, Rodolfo Zingo, è stato raggiunto da tre colpi di pistola mentre si trovava in Via Cattolica. Gli inquirenti sono a lavoro per ricostruire la dinamica della sparatoria. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine. E’ deceduto mentre veniva trasportato in ospedale

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Fonte: Il Mattino

Rodolfo Zingo era un elemento di spicco della camorra napoletana. Apparteneva al gruppo Sorrentino e faceva capo al clan d’Ausilio. Sono quattro i colpi di arma da fuoco che sono stati sparati ma quello arrivato alla testa e i due inferti alla spalla sono stati fatali per il pluripregiudicato che è morto sull’ambulanza. Da quanto si è appreso da alcune testimonianze, i sicari erano a bordo di uno scooter.

Nel curriculum da camorrista spiccava un’accusa per associazione a delinquere di stampo mafioso e una serie di reati che vanno dal tentato omicidio all’estorsione aggravata e continuata. Rodolfo Zingo era stato sottoposto al regime si sorveglianza speciale. Dopo una lunga detenzione era uscito dal carcere a settembre del 2013. Zingo era stato arrestato nel 2003, nell’ambiente mafioso era conosciuto con il soprannome di “o gemello”. Le manette scattarono dopo due mesi di latitanza passati in un piccolo appartamento del popoloso rione Sanità. I carabinieri riuscirono ad acciuffarlo nel sonno al termine di una grossa operazione contro tutti gli appartenenti al clan d’Ausilio e agli affiliati alla Nuova mafia flegrea che hanno lasciato una lunga scia di sangue nella zona di Bagnoli per il controllo dell’area.

Il clan d’Ausilio negli ultimi anni era stato ridimensionato dopo le numerose operazioni che avevano portato all’arresto di molti componenti chiave. Il capoclan, Domenico D’Ausilio è già detenuto dal 2009 al regime di carcere duro ma a quanto pare i suoi scagnozzi continuano a gestirne l’attività. L’omicidio di Rodolfo Zingo potrebbe figurarsi come un regolamento di conti.

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