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Incidenti aereiNewsAirbus A320: ritrovata la seconda scatola nera, Lubitz fece di tutto per far schiantare l’aereo

Airbus A320: ritrovata la seconda scatola nera, Lubitz fece di tutto per far schiantare l’aereo

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L’esame della seconda scatola nera dell’Airbus A320 precipitato in Francia conferma l’azione volontaria e premeditata di distruggere l’aereo da parte del copilota. Lo ha reso noto il BEA, l’ufficio di inchieste e analisi sugli incidenti aerei.

Germanwings plane crash - Flight Data Recorder (FDR)La prima lettura dei dati conferma come da documento del resoconto che: “Lubitz ha utilizzato il pilota automatico per mettere l’aereo in discesa e a più riprese durante la discesa, ha modificato le impostazioni del pilota automatico per aumentare la velocità del velivolo in discesa”.

Inoltre da un esame del tablet del copilota ritrovato, Lubitz aveva fatto ricerche sul web sulle possibili modalità di suicidio, e sui sistemi di sicurezza della porta di un cockpit. Importanti dettagli dell’inchiesta in corso svelati dalla Procura di Dusseldorf, che non lasciano dubbi sul fatto che il copilota di Germanwings abbia premeditato la distruzione dell’Airbus, che per qualche minuto era affidato a lui solo.

Ieri, per i chiarimenti della dinamica e il completamento delle meste procedure in merito alla tragedia è stato un giorno importante, per il ritrovamento della seconda scatola nera, che era sepolta a una profondità di 20 cm nel terreno, ed è stato anche concluso l’ isolamento dei 150 dna delle vittime. Dal procuratore Brice Robin si è inoltre saputo che Lubitz ha dovuto azionare due volte i comandi per non far scattare l’allarme, ed era quindi assolutamente cosciente.

Una storia allucinante caratterizzata dalla chiara premeditazione; dalla volontà di distruggersi senza pensare a quelle 149 persone di cui ha polverizzato l’esistenza senza nessun rimorso; Lubitz era ambizioso, lo si evince dalla storia della sua vita emersa da testimonianze e reperti trovati nella sua casa, volare era la sua passione, forse la sua ossessione, soprattutto da quando non si sentiva adeguato, il giovane soffriva di depressione e di turbe psichiche, assumeva psicofarmaci, annaspava nella sua esistenza nascondendo le sue debolezze e le sue patologie; inoltre aveva un grave problema della vista, a seguito di un incidente stradale, spesso la visione laterale gli veniva oscurata da un velo nero.

Tante problematiche che tutte assieme hanno probabilmente esasperato Lubitz che ogni giorno di più vedeva sfumare il suo sogno di diventare un pilota di successo. Nella sua mente era presente solo se stesso e quello che lui voleva…cioè finire la sua vita…peccato che non lo abbia sfiorato nemmeno per un attimo il pensiero dei ragazzi e dei bambini a bordo, chiusi aldilà di quella porta del cockpit che avevano il diritto di vivere…questo lascia come ultima e triste testimonianza la domanda, il dubbio… Lubitz sarebbe mai stato un pilota affidabile?

Ora la Germania, e non solo lei, dovrà rivedere tutte le convinzioni e l’efficacia delle procedure e dei controlli medici e psichiatrici per il rilascio dell’idoneità al volo, una grossa falla si è aperta nelle certezze e nella fiducia delle migliaia di viaggiatori nel mondo.

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