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Alberto Stasi scrive una lettera al padre morto due anni fa e la invia a Giallo

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Alberto Stasi è detenuto da due mesi nel carcere di Bollate per scontare una pena pari a 16 anni per aver ucciso la sua fidanzata, Chiara Poggi, il 13 agosto del 2007. Il ragazzo ha deciso di rendere omaggio al padre scomparso due anni fa con una lettera che ha inviato alla redazione di Giallo, pubblicata sul num. 9, di cui copieremo alcuni stralci.

alberto_stasiAlberto Stasi ha deciso di scrivere una lettera al padre, morto due anni fa. La missiva, pubblicata integralmente sul num. 9 del settimanale Giallo, è un omaggio, come solo un figlio può fare, lasciando sullo sfondo la vicenda giudiziaria. Alberto Stasi per l’opinione pubblica è l’assassino con gli occhi di ghiaccio che e per i giudici ha ucciso lui la fidanzata Chiara Poggi, anche se continua a professarsi innocente. Colpevole o meno, in queste righe Alberto Stasi appare ben diverso, nella cella del carcere di Bollate, dove è attualmente detenuto, sente spesso il bisogno di scrivere, e questa lettera è stata scritta in un giorno importante, ovvero il compleanno del padre. Nicola Stasi aveva 57 anni, commerciante di origini pugliesi, aveva un negozio di autoricambi a Garlasco. È morto a Natale del 2013, un crollo delle difese immunitarie lo ha costretto in un letto di ospedale per due settimane; amici e parenti non hanno dubbi che sia stata la conseguenza dello stress e del dolore per la vicenda giudiziaria di Alberto, suo figlio. Non ha mai dubitato della sua innocenza e ha sempre cercato di fargli forza, ma quella lotta per la ricerca della verità e del vero assassino di Chiara Poggi, lo ha stremato.

Eppure sono ancora tanti i dubbi riguardo all’omicidio di Chiara Poggi, ma dopo due assoluzioni sono arrivate altrettante condanne, di cui una definitiva e i legali che lo assistono stanno pensando alle prossime mosse. L’unico mezzo a loro disposizione potrebbe essere una revisione del processo, così come ha detto Daniele Bocciolini che collabora con Giallo, ma c’è bisogno di nuove prove. Alberto Stasi spera che l’assassino confessi e nella lunga lettera ha chiesto al padre di pregare affinché chi conosce la verità possa parlare. La famiglia di Chiara Poggi, non cambia idea su Alberto Stasi, pur comprendendo il dolore del ragazzo e rispettandolo. Il legale che li ha assisiti ha ricordato che quando accaduto ha sconvolto due famiglie e non sono mai stati mossi da sentimenti di vendetta nei suoi confronti. L’unica cosa che volevano era conoscere la verità per rendere giustizia a Chiara Poggi.

Ecco alcuni stralci della lettera:

La penna diventa lo strumento migliore che una persona possa utilizzare. Tu, papà, per me sei stato il punto di riferimento, la forza, la volontà, la costanza, il supporto; nella tua fermezza, nelle tue decisioni irremovibili, nei tuoi occhi profondi di uomo, io ho sempre trovato il coraggio, come in un rifugio protettivo che sentivo mai nessuno avrebbe potuto davvero violare, perché c’eri tu a farmi da scudo contro un mondo difficile, a lottare per una vita spezzata troppo presto e una giovinezza violentata. E, devo confessarti, scrive ancora Stasi – ho vacillato quando te ne sei andato.

[…] Ho preteso da me stesso di farcela, perché sapevo che sarebbe stato quello che tu avresti voluto, non mi avresti mai perdonato la resa, le lacrime, la testa abbassata. E così ho cercato di rialzarla, ho provato a farcela lo stesso, ho lottato per la verità e la mia libertà come tu, fino ad allora, avevi lottato per me. Quella stessa lotta che dentro ti ha logorato talmente tanto da portarti via, nel silenzio del tuo dolore e nel mutismo di quella amarezza che non volevi mostrare.

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