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Alice Gruppioni, uccisa in viaggio di nozze a Los Angeles: condannato l’assassino

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Alice Gruppioni venne investita il 3 agosto del 2013 dal 39enne Nathan Louis Campbell. Dopo quasi due anni dall’omicidio l’uomo è stato condannato

Alice GruppioniAlice Gruppioni e Christian Casadei avevano appena incoronato il loro sogno d’amore che è stato tragicamente spezzato durante il loro viaggio di nozze. E’ proprio in luna di miele che la donna è stata investita dall’auto guidata da Nathan Louis Campbell mentre passeggiava con il neo marito sulla spiaggia di Venice a Los Angeles.

Quel maledetto 3 agosto del 2013 sarebbe stato il loro ultimo giorno negli Stati Uniti ma purtroppo Alice da quel viaggio non è mai tornata. Il tutto è stato causato da Nathan il quale all’epoca raccontò che voleva investire uno spacciatore che non gli aveva dato delle metanfetamine che gli erano state già pagate. E’ per questo motivo che il 39enne salì a bordo della sua auto investendo un gruppo di persone tra cui Alice Gruppioni.

La donna è rimasta aggrappata al cofano della macchina per qualche centinaio di metri per poi cadere a terra e battere la testa morendo sul posto. Una scena che Christian non dimenticherà mai e che ha più volte raccontato agli esperti. Dopo due anni l’assassino di Alice Gruppioni è stato finalmente condannato e la sua pena sarà svelata il prossimo 5 agosto.

Intanto il padre di Alice si dice soddisfatto ma non del tutto: “Siamo grati al lavoro del procuratore generale Victor Avila riguardo l’assassino ci concentriamo sulla perdita di Alice, che è il solo vero incubo che non terminerà mai. Per quanto possibile, coi mezzi che ci sono dati per farlo la giustizia non avrà fatto il suo corso fino a che non avranno pagato tutti quelli che hanno permesso questo omicidio”.

Per i familiari di Alice Gruppioni ad aggravare il tutto sarebbe stata la poca sicurezza del luogo del delitto: “Sicurezza minima di base, come l’assenza di semplici fittoni che garantiscono una zona pedonale, ha permesso di strappare una figlia ad una famiglia, facendo pagare a tutti un prezzo di dolore devastante per tutta la vita”.

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