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Amanda Knox scrive ai giudici: “Ho paura, non torno”

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Amanda Knox non è intenzionata a tornare in Italia per il processo d’appello per quanto riguarda l’omicidio di Meredith Kercher e avvisa la Corte d’Appello tramite una mail denunciando anche i maltrattamenti subiti in Italia

In questi giorni la Corte d’Assise è in udienza per il processo bis per il delitto di Meredith, Amanda Knox è imputata insieme a Raffaele Sollecito per l’omicidio, ma la giovane ha dichiarato: “Non sono presente in aula perché ho paura. Ho paura che la veemenza dell’accusa vi impressionerà, che il loro fumo negli occhi vi accecherà. Meredith era la mia amica . Lei mi era simpatica, mi aiutava, era generosa e divertente. Non mi ha mai criticata. Non mi ha mai dato neppure un’occhiataccia. L’accusa afferma che una rottura era avvenuta fra me e Meredith per la pulizia. Questa affermazione è una deformazione dei fatti. Nel periodo breve che Meredith e io eravamo coinquiline e amiche non abbiamo mai litigato”.

Amanda Knox nella mail spiega che le accuse che ha subito sono ingiuste e maligne, e accenna anche alle calunnie che aveva rivolto verso Patrick Lumumba, che lei stessa aveva accusato di essere stato l’autore dell’omicidio: “Dobbiamo riconoscere che una persona possa essere portata a confessare falsamente perché torturata psicologicamente”.

amanda knoxSecondo a quanto scrive, ritiene di aver mentito a causa di presunti maltrattamenti psicologi e fisici che ha dovuto subire al momento dell’arresto: “Mi hanno mentito, urlato, minacciata, dato due scappellotti sulla testa. Mi hanno detto che non avrei mai più visto la mia famiglia se non avessi ricordato cos’era successo a Meredith quella notte”.

La Corte d’Appello di Firenze non accetterà le parole scritte dalla Knox. Per il presidente della Corte d’Assise Alessandro Nencini: “È irrituale. Chi vuol parlare nei processi viene nei processi”, saranno i legali della ragazza a confermare che la mail sia autentica ed effettivamente inviata dall’imputata.

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