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Andrea, la donna trovata morta a Firenze non è la prima vittima del maniaco

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andreaUn mostro, un maniaco, un violentatore seriale o semplicemente un killer, tanti sono ormai i soprannomani assegnati all’uomo che ha ucciso Andrea Cristina Zamfir, trovata senza vita legata ad una sbarra.L’uomo è stato il protagonista di altre torture

Le torture e lo stupro su di una sbarra, quella sbarra, non sono una novità, un anno fa toccò ad una donna italiana di 46 anni che fortunatamente riuscì a salvarsi grazie alle sue urla disperate nonostante le emorragie interne causate da quello stupro fin troppo violento. A farle del male fu un cliente: “Era un uomo di mezza età che mi era sembrato gentile nei modi di fare. Ci siamo accordati e lui mi ha portato lì”. Denudata, violentata e abbandonata proprio come Andrea. L’uomo, è stato descritto dalla 46enne che ricorda solo pochi dettagli di quell’episodio: “Era un pò tarchiato, non molto alto, parlava italiano con accento fiorentino, era brizzolato e con pochi capelli”.

Un’altra prostituta, addescata dallo stesso mostro due anni fa, ha invece dichiarato alla polizia: “Era tranquillo, ma quando scendemmo dall’auto è diventato una bestia. Mi fece spogliare e mi legò..”.

Non è il primo caso dunque di violenze di questo tipo e chi abita nella zona ha commentato: “Qui c’è qualcuno che si diverte a essere crudele sempre allo stesso modo. Prima che costruissero l’autostrada questo posto era un paradiso, poi è arrivato il cavalcavia e sono arrivati qui sbandati di ogni genere e prostitute” e ancora “Qui è un continuo viavai. Tutte le sere ci sono drogati che hanno trasformato questa zona in un posto invivibile..”.

Nello specifico un uomo ha raccontato che un caso simile a quello di Andrea e di tante altre è successo circa un mese fa: “Come le altre volte c’era una ragazza completamente nuda che all’improvviso si è messa a suonare il campanello disperatamente. Ci ha raccontato che si era appartata con una persona che poi l’aveva buttata giù dalla macchina, dopo aver gettato via i suoi vestiti. Li abbiamo cercati lì intorno al cavalcavia, e ne abbiamo trovato una parte. Abbiamo provato a convincerla a chiamare la polizia ma non volle saperne nulla. Ci ha soltanto chiesto solo se le potevamo prestare i soldi per compare il biglietto della corriera e se n’è andata”.

In totale sono sei le donne arrivate quasi ad un passo della morte che a differenza di Andrea sono riuscite a salvarsi e tutte hanno in comune quel nastro adesivo usato per essere legate.

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