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Andrea Troisio ha confessato di aver ucciso Daniele Fulli

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L’assassino di Daniele Fulli adesso ha un’identità. Ad uccidere il 28enne omosessuale è stato Andrea Troisio, un tossico di 32 anni che ha confessato alla polizia di aver ammazzato il giovane con un punteruolo dopo aver consumato un rapporto sessuale

Andrea Troisio ha ucciso Daniele Fulli ed ha ammesso di essere stato l’autore dell’omicidio nel corso di un interrogatorio avvenuto dopo essere stato fermato la notte del 9 gennaio 2014 dalla squadra mobile di Roma all’interno della comunità di recupero per tossicodipendenti.

Andrea Troisio era un volto già conosciuto alle Forze dell’ordine a causa di alcuni precedenti legati alla droga, a rapine e a guida in stato di ebbrezza.

Il 32enne avrebbe ammazzato Daniele con un punteruolo per poi gettarlo nel fiume Tevere. I due si frequentavano da qualche giorno. Il movente dell’omicidio è a sfondo passionale e sessuale, la vittima avrebbe voluto un rapporto di coppia più stabile a differenza di Andrea Troisio che cercava solo un rapporto occasionale.

Andrea TroisioIl giorno della scomparsa Andrea e Daniele avrebbero raggiunto il greto del Tevere a piedi, e proprio lì avrebbero consumato un rapporto sessuale. Forse un litigio, e il 32anni ha colpito con violenza il ragazzo: “I pantaloni abbassati della vittima fanno pensare ad un rapporto consumato – ha detto Renato Cortese, capo della squadra mobile di Roma – ma escludo che il delitto sia stato premeditato. Ora Andrea Troisio è sottoposto a fermo del pm e la misura deve passare al vaglio del giudice per la convalida”.

Fabrizio Marrazzo, portavoce dell’associazione Gay Center ha dichiarato dopo aver organizzato una manifestazione per Daniele: “E’ il nostro primo e immediato modo di ricordare tutti insieme Daniele e chiedere che sul suo caso si faccia estrema chiarezza affinché la sua morte non rimanga senza verità e giustizia. Confidiamo nel lavoro di chi sta conducendo le indagini in particolare vogliamo ricordare gli oltre 200 casi che dagli anni ’90 fino ai primi anni del 2000 si sono susseguiti in Italia ed in particolare a Roma, molti dei quali ancora senza colpevole”.

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