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Anna Maria Stellato: uccisa da un presunto serial killer?

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Anna Maria StellatoAnna Maria Stellato venne trovata senza vita su una spiaggia di Rimini il 15 luglio 2012. A quasi tre anni di distanza si riapre il caso con una nuova inchiesta per far luce sulla sua morte

Anna Maria Stellato potrebbe essere stata uccisa da un presunto serial killer. Il suo decesso dunque, non sarebbe avvenuto per cause accidentali, ovvero per una dose fatale di eroina o per una caduta dagli scogli, come era emerso nella prima inchiesta.

Per la morte della giovane è stato infatti indagato un 32enne marocchino, Zakaria Ismaini, che fu l’ultima persona a vedere in vita la ragazza e che negli ultimi cinque mesi è stato accusato per aver commesso altri due delitti.

Il 32enne ha confessato di aver ucciso Letizia Consoli, la 50enne trovata senza vita nelle acque siciliane. Per gli inquirenti molte sono le analogie tra quest’ultimo caso e quello di Anna Maria Stellato poichè entrambe le vittime presentavano ferite al corpo ed entrambe erano state abbandonate seminude e senza vita su una spiaggia.

Zakaria avrebbe inoltre ucciso un pensionato che era stato trovato carbonizzato nella sua villetta di Latiano che aveva da poco messo in vendita. In un primo momento gli esperti avevano ipotizzato un incendio accidentale ma solo dopo diverse ricerche hanno individuato il 32enne che la vittima aveva conosciuto su un sito per incontri.

Il modus operandi dei tre omicidi è simile ed è proprio per questo che le dichiarazioni del marocchino sulla morte di Anna Maria Stellato sono passate nuovamente al setaccio. Troppi sono i collegamenti tra gli altri due delitti, tante le contraddizioni che rendono le testimonianze dell’uomo poco convincenti rispetto a come erano apparse due anni fa.

Fu proprio Zakaria a raccontare agli investigatori di aver visto Anna Maria iniettarsi una dose di eroina che le costò la vita. Per evitare di essere accusato di omicidio scappò senza prestare soccorso alla ragazza agonizzante a cui rubò la borsetta contentente il suo cellulare che successivamente gettò in un cassonetto.

Il 32enne accusò anche lo spacciatore della giovane che venne condannato in primo grado con una pena annullata in appello per mancanza di prove.

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