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FemminicidioAntonia Bianco, assassino scarcerato. La sorella: “Pensavo fosse uno scherzo, chiedo giustizia”

Antonia Bianco, assassino scarcerato. La sorella: “Pensavo fosse uno scherzo, chiedo giustizia”

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antonia biancoAntonia Bianco, 43 anni, fu uccisa il 13 febbraio del 2012 dal suo ex compagno, e padre di suo figlio, Carmine Buono. L’uomo è stato scarcerato lo scorso novembre per decorrenza dei termini di custodia cautelare: ecco cosa ha dichiarato la sorella della vittima a riguardo

Antonia Bianco venne colpita da un oggetto appuntito, forse uno spillone o un coltellino svizzero, che perforò il pericardio. Inizialmente la morte della donna sembrò essere un malore, avvenuto poco dopo il litigio con l’ex compagno. Soltanto con un esame medico più accurato venne scoperto un piccolo buchino sotto l’ascella della vittima, segno che quest’ultima era stata colpita a morte.

Ad ucciderla fu proprio Carmine Buono, il quale si è sempre professato innocente. Nel 2014 l’uomo venne condannato all’ergastolo, ma in attesa della decisione della Suprema Corte sono scaduti i termini di custodia cautelare e, in assenza di una sentenza definitiva, l’uomo è tornato in libertà e sottoposto al solo obbligo di dimora in attesa di un nuovo processo che inizierà a giugno.

“Quando ho saputo che l’uomo che ha ucciso mia sorella è stato scarcerato per decorrenza dei termini, ho pensato fosse uno scherzo – ha dichiarato Assunta Bianco – Lui, ha potuto trascorrere le feste di Natale e Pasqua con la sua famiglia. Io, invece, ho perso per sempre una persona importante. Adesso chiedo solo giustizia per Antonia”.

“I tempi, troppo lenti, della giustizia hanno assicurato a Carmine Buono la scarcerazione. Mi ha fatto male sapere che lui è riuscito a trascorrere le feste di Natale e Pasqua con la sua compagna e i suoi figli – ribadisce la sorella di Antonia Bianco – Ho sofferto. Adesso però chiedo che sia fatta giustizia per Antonia. Il suo assassino deve marcire in carcere. Non mi interessa quanto sarà la pena. Non è importante. Basta sia una sentenza di condanna”.

“Non mi aspetto le sue scuse per quello che è accaduto. – conclude Assunta – Dovrebbe chiedere perdono, ai tre figli di Antonia, soprattutto al piccolo Gabriele che sta crescendo senza madre”.

Fonte: Ilgiorno.it

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