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Antonio Ciontoli indagato per omicidio volontario

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Antonio Ciontoli è indagato per omicidio volontario, la vicenda legata alla morte del fidanzato della figlia avvenuta domenica nel bagno della villa di famiglia, a Ladispoli,  è densa di punti oscuri da chiarire; il sottufficiale della Marina militare 48enne ha dichiarato che il colpo che ha ucciso il ragazzo 20enne legato alla figlia: Marco Vannini di Cerveteri; è partito accidentalmente mentre stava pulendo l’arma, ma il racconto pare poco credibile e non chiaro.

vanniniIn un primo tempo il sottufficiale era  in stato di fermo, ma in seguito  è stato rilasciato, e cioè  dopo  l’interrogatorio del pm Alessandra D’Amore che però porta avanti l’indagine  per l’accusa di omicidio volontario. I dubbi nascono dal resoconto dei fatti accaduti nella villa di Ciontoli domenica notte.

Un colpo di pistola che sarebbe partito accidentalmente dall’arma del sottufficiale della Marina Antonio Ciontoli, ha ucciso il fidanzato della figlia, il ventenne Marco Vannini. È accaduto domenica sera scorsa nella villetta di famiglia del militare, a Ladispoli, in provincia di Roma.

La primissima ricostruzione dei fatti  in base ai dettagli raccolti dai carabinieri, rende noto che Vannini quella notte ha dormito a casa della fidanzata, un’abitudine in pratica, infatti avveniva spesso, ma verso le 23.30, mentre Ciontoli puliva la sua pistola detenuta regolarmente pare sia partito per errore il colpo che ha colpito Vannini, a una spalla; al fatto erano presenti la moglie e la figlia di Ciontoli. In quell’ora, cioè le 23.30 dalla villa è partita una telefonata al 118, ma poi stranamente annullata; ed è questo il punto oscuro della vicenda, dopo circa un’ora è stata fatta una seconda chiamata, però andata a buon fine.

Vannini è stato trasportato con un eliambulanza verso l’ospedale più vicino ma le sue condizioni si sono aggravate durante il tragitto e l’elicottero è tornato indietro al pronto soccorso di Ladispoli, dove alla vittima è stato praticato un massaggio cardiaco, ormai inutile, il ragazzo non ha più ripreso conoscenza ed è spirato il pomeriggio seguente.

Ora i carabinieri stanno indagando, sono state sentite la moglie e la figlia di Ciontoli, e gli investigatori stanno cercando di fare chiarezza sulla chiamata al 118 che fu subito annullata, forse il ragazzo poteva salvarsi se i soccorsi non fossero stati bloccati; la famiglia di Vannini intanto si è costituita parte civile nominando un medico legale di parte che assisterà all’autopsia del povero ragazzo deceduto.

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