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Delitti dal mondoArgentina: la morte di Nisman rimane un mistero

Argentina: la morte di Nisman rimane un mistero

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Un mistero senza fine, per il momento: la morte di Alberto Nisman è ancora avvolta nel buio. Troppi elementi non combaciano, e per un elemento chiarito, altri due rimangono nel buio. Ripercorriamo, allora, le sue ultime ore.

alberto nismanAlberto Nisma era il principale accusatore della presidente argentina Cristina Kirchner. Questa era stata accusata di aver coperto i mandanti dell’attentato al centro ebraico Amia del 1994 (che fece in tutto 85 vittime), per avere migliori condizioni commerciali con Teheran.

Un’accusa pesante, più volte restituita al mittente. Ora che, però, Alberto Nisman è morto cosa succederà? L’uomo aveva deciso di stare chiuso tutto il fine settimana nel suo appartamento di lusso per studiare il caso. Peccato che, poco dopo, pare si sia sparato con una pistola prestatagli da Diego Lagomarsino, esperto informatico di 38 anni.

E’ lui il primo sospettato tra gli inquirenti: l’uomo, infatti, è accusato di essere una spia dei servizi segreti. L’uomo non andava mai in ufficio, e percepiva uno stipendio molto alto. Tuttavia, Lagomarsino ha ammesso di aver dato la pistola a Nisman su richiesta: l’uomo voleva proteggere sè stesso, e le sue figlie.

Le accuse, poi, si sono spostate sulle sue gardie del corpo: perchè ci hanno messo 10 ore a sfondare la porta dell’appartamento di Nisman. Queste si difendono dicendo che l’uomo non voleva essere disturbato, e quando succedeva faceva terribili scenate.

Infine, c’è un ultimo elemento che non si comprende: il registro delle presenze in entrata/uscita del palazzo lussuosissimo in cui si trova l’appartamento di Nisman, sembra avere delle evidenti incongruenze. Probabilmente, solo le 160 telecamere di sicurezza riusciranno a dare un’effettiva spiegazione di ciò che è successo quella notte.

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