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NewsFa il bagno dopo mangiato e muore a 14 anni: indagati i genitori per omicidio colposo

Fa il bagno dopo mangiato e muore a 14 anni: indagati i genitori per omicidio colposo

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Era il 16 agosto 2011 quando, durante una gita con tutta la famiglia al lago del Salto, una 14enne annegò dopo un tuffo. Oggi i genitori sono indagati per omicidio colposo

Quel caldo 16 agosto di 5 anni fa, la giovane aveva deciso di rinfrescarsi, dopo aver fatto un abbondante pranzo, facendo un tuffo nelle acque di un lago. Niente e nessuno le hanno ricordato la regola principale da rispettare in estate quando si è al mare, in piscina o al lago: non fare il bagno dopo mangiato.

Quel bagno in pochi attimi si è trasformato in una vera e propria tragedia: la 14enne è morta dopo due giorni di agonia al Policlinico Gemelli, dove era arrivata dopo una lunga asfissia.

Dopo tanti anni da quel fatale tuffo, i magistrati Cristina Cambi e Giuseppe Saieva hanno contestato l’omicidio colposo aggravato alla madre e al padre della ragazza perchè “in qualità di genitori esercenti la potestà genitoriale sulla minore non vigilavano su di lei e anzi omettevano d’impartirle idonee informazioni sui rischi della balneazione postprandiale e non impedivano alla medesima di tuffarsi a stomaco pieno”.

Insieme ai genitori, è stata indagata anche la titolare di quella spiaggia perchè avrebbe omesso “di predisporre un idoneo presidio di salvataggio continuativo durante il funzionamento dell’impianto e comunque di apporre anche semplici cartelli indicativi del pericolo derivante dalla balneazione non assistita”.

La mamma della 14enne è sconvolta: “Ero al lavoro come badante e hanno iniziato a parlare di mia figlia e di noi due, me e mio marito, come possibili colpevoli. Ci hanno già condannati prima di conoscere i fatti, di ascoltarci nei dettagli. Noi, che quella nostra figlia amavamo più di noi stessi. Eravamo in vacanza dove andavamo da vent’anni, una famiglia felice travolta da una disgrazia. Non riesco a capire, sto malissimo, il dolore che sento anche oggi non può essere raccontato”.

Poi ha ricordato quel terribile giorno: “Era il 16 agosto. Quel giorno lo rivivo continuamente anche se so di non avere colpe. Avevamo finito di mangiare presto, alle 12.30. Poi davanti al lago ci eravamo seduti sulle sdraio. Stavo addormentando la mia seconda figlia che allora aveva due anni e mezzo, mi sono distratta un momento e ho visto che la sorella si era gettata nell’acqua. Erano le 15.10, me lo ricordo benissimo, l’acqua del lago era calda. Però non c’era nessun bagnino e forse è lì che bisogna indagare di più”.

“La famiglia – ha dichiarato l’avvocato dei coniugi – è come se vivesse un trauma nel trauma. La loro vita è cambiata. Neppure la città in cui vivono è più la stessa. Oggi li accusano. Eppure sono le vere vittime di questa storia e conto di riuscire a dimostrarlo”.

Fonte: Corriere.it

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