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Delitti dal mondoBetty Shanks, il cold case australiano del 1952 ‘ribaltato’ in un libro inchiesta
Betty Shanks

Betty Shanks, il cold case australiano del 1952 ‘ribaltato’ in un libro inchiesta

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Betty Shanks era un’impiegata di 22 anni. Per 64 anni il suo omicidio è stato un cold case, poi è arrivato il colpo di scena. Una donna ha detto: «È stato mio padre». L’uomo era innamorato della ragazza e conservava una sua foto nell’album di famiglia.

Betty ShanksBetty Shanks era una ragazza tranquilla, viveva con i genitori nella periferia di Brisbane, capitale del Queensland, in Australia. Laureata in psicologia lavorava presso il Dipartimento degli Interni, il mercoledì e il venerdì doveva seguire i corsi serali per la formazione del personale. Venerdì 19 settembre 1952 Betty è salita sul tram, alle 21,32 è scesa al capolinea ma non ha seguito gli altri passeggeri. I genitori, preoccupati per il suo ritardo, non sapevano cosa fare perché le amiche non l’avevano sentita, e gli uffici erano tutti chiusi. Il mattino seguente gli agenti hanno bussato alla porta per comunicare la notizia del ritrovamento del cadavere della ragazza. Betty Shanks era poco distante, il padre aveva percorso quella strada al buio senza accorgersi di nulla. Nessuno aveva assistito all’omicidio così la polizia iniziò a fare delle ipotesi. Sul recinto di una casa abitata da una signora anziana vennero trovate delle impronte insanguinate ma non si potevano ricavare le impronte digitali. La giovane Betty era stata colpita con violenza inaudita, non c’era segni di violenza sul suo corpo quindi non poteva essere vittima di un maniaco, inoltre il contenuto della borsetta era intatto e non era possibile che si fosse trattato di un tentativo di rapina. Forse la 22enne è stata uccisa da un uomo che l’ha rifiutata, ma Betty Shanks tutta casa e lavoro, non aveva nemmeno un fidanzato.

Tutti gli agenti furono impegnati nella ricerca dell’assassino e venne posta anche una taglia sul killer, migliaia le segnalazioni da tutto il mondo, anche di mitomani. Decine i controlli sui passeggeri visti scendere alla fermata del tram. Nel 1960 una ragazza di sedici anni si presentò alla polizia dicendo che ad uccidere Betty Shanks era stato suo padre Eric Sterry. Disse che era innamorato della vittima e che era stato respinto. Nessuno le crede perché l’uomo era un artigiano conosciuto e rispettato, aveva persino cambiato le serrature alle prigioni della stazione di polizia. Passarono molti anni e Delcia tentò di convincere ancora la polizia inutilmente. L’unico a darle credito è stato lo scrittore Ted Duhs che ha scritto “Io so chi ha ucciso Betty Shanks” ed è stato pubblicato nel 2014. Eric Sterry era davvero innamorato di Betty Shanks, la ragazza aveva vinto il primo premio alla lotteria e aveva chiesto a lui di ristrutturare la casa dei genitori dopo che si erano conosciuti negli uffici dove lavorava. La sera del delitto Sterry si era diretto alla fermata del tram con Delcia e il suo fratellino e li aveva lasciati da soli per un paio d’ore, poi una volta tornato a casa li aveva rimessi a letto e aveva bruciato gli abiti della vittima.

Delcia aveva recuperato anche le cartelle cliniche del padre che era stato congedato dall’aeronautica militare per problemi mentali, inoltre qualche anno dopo gli era stata diagnosticata una forma di “ansia e isteria”. Nel 1997 l’uomo è morto e la ragazza ha trovato una foto di Betty Shanks nell’album di famiglia. [Fonte: Grand Hotel 32/2016]

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