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Bologna, prostituita uccisa: confessa l’assassino, era sfruttato

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Svolta nelle indagini sull’omicidio della prostituita rumena a Bologna, l’assassino ha confessato di averla uccisa perché si sentiva preso in giro ed era stato sfruttato.

Francesco Serra, operaio di 55 anni residente a Cereglio di Vergato, ha confessato di aver ucciso Ana Maria Stativa, prostituita romena perché era stato sfruttato. L’uomo ha confermato al gip le ammissioni che aveva già fatto al pm e alla polizia dopo il fermo di domenica. Secondo quanto riportato da Fanpage, Serra aveva prestato circa 40mila euro alla donna di cui si era perdutamente innamorato. La prostituita però non ricambiava i suoi sentimenti e vedeva nell’operaio solo un cliente. La procura gli ha contestato anche l’aggravante della premeditazione.

L’uomo nell’interrogatorio ha detto che lo scorso sabato ha ucciso la trentenne con un colpo alla nuca. L’arma che ha utilizzato è una pistola impiegata per la soppressione degli animali. Serra ha aiutato gli inquirenti a ritrovare l’arma che non era di sua proprietà ma presa in prestito da un amico che di professione fa l’allevatore. A lui aveva detto che gli serviva per sopprimere un capretto e non che gli sarebbe servita per mettere fine alla vita della donna di cui si era invaghito.

Da circa sette anni il 55enne e la prostituita rumena si frequentavano, il loro rapporto era molto tormentato. Spesso Serra dava del denaro alla giovane anche per fargli compagnia. La vittima usava i soldi per pagare l’affitto, le bollette e per il sostentamento dei due figli che vivono in Romania. La donna era attesa per le vacanze di Pasqua, ma Serra non voleva che partisse. Una volta quando era tornata a casa l’uomo le ha tagliato le gomme dell’auto. Aveva anche manifestato l’intenzione di denunciarlo ma non aveva mai dato seguito alle minacce.

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