HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti dal mondoNewsBruno Pescia, da otto anni aspetta giustizia per il figlio ucciso in Brasile

Bruno Pescia, da otto anni aspetta giustizia per il figlio ucciso in Brasile

di

bruno pesciaAndrea Pescia venne ucciso in Brasile nel 2006 da Paulo Pereira, un giovane assassino di soli 17 anni che aveva già due omicidi alle spalle. Bruno Pescia, padre della vittima, dopo aver saputo della fuga del killer ha dichiarato: “nessuno mi ha aiutato”

Otto anni di dolore, di mala giustizia e diplomazia, così la rabbia per Bruno Pescia continua a crescere: “Da otto anni aspetto giustizia per mio figlio ucciso in Brasile. Ora, visto che nessuno mi aiuta, ho deciso di mettere una taglia sul suo assassino di 5 mila reais (1.600 euro), lo prendano vivo o morto: a questo punto non m’importa più. Mio figlio Andrea fu ucciso a Fortaleza otto anni fa. Ci vollero 40 giorni per riportare la salma a casa: nessuno, né il Consolato italiano di Recife, né la Farnesina, né la nostra ambasciata a Brasilia, mi diede una mano. Ma questo sarebbe niente. Da quasi un anno, ormai, il suo assassino è uscito di prigione ed è una minaccia per noi tutti: per me, per mia “nuora” Samia, per la scuola che abbiamo aperto a memoria e in nome di Andrea nella favela Garibaldi, per mio nipote André Junior. E il consolato nemmeno mi aveva avvertito: dicono che non rientri nelle loro competenze”.

Un figlio morto e le minacce ricevute dallo stesso killer che il giorno del processo osò dire: “Quando esco farò una strage”.

Il figlio di Bruno Pescia si era da poco trasferito in Brasile per poter passare il resto della sua vita con la ragazza che avrebbe voluto sposare e che ha dato alla luce un bimbo, Andrè Junior che attualmente ha già compiuto 12 anni.

“Quel Pereira era un amico di mio figlio. – dice Bruno – Andrea l’aveva anche aiutato, ma quello, per tutta riconoscenza, l’aveva rapinato”.

A Fortaleza la richiesta di aiuto di Bruno Pescia è passata per molto tempo inosservata: “Mi hanno detto che non possono fare niente. Che loro si muovono solo se un italiano commette un delitto, non se lo subisce”.

Solo da poco il tribunale di Fortaleza si è deciso di emettere un mandato di cattura per quel killer a piede libero.

Lascia un commento

Back to Top