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FemminicidioNewsCarmela Mautone, uccisa dal marito suicida davanti un asilo: “Lei aveva paura di quell’uomo”

Carmela Mautone, uccisa dal marito suicida davanti un asilo: “Lei aveva paura di quell’uomo”

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Carmela MautoneLuigi De Michele, carabiniere di 48 anni, ha ucciso la moglie Carmela Mautone, insegnante di 47 anni, per poi togliersi la vita. L’omicidio si è consumato ieri pomeriggio intorno alle ore 16,30 davanti ad una scuola di Albano Laziale dove la donna lavorava da appena tre giorni

Non accettava l’idea di doversi separare della moglie ed è con alcuni colpi di pistola che Luigi De Michele ha ufficialmente messo fine a quel matrimonio. Carmela Mautone è stata uccisa davanti a decine di passanti che in quel momento hanno visto con i propri occhi la sanguinosa tragedia: “Ha fatto fuoco tre volte ma quando sono arrivati i soccorsi ancora si muoveva”.

Un omicidio – suicidio che ha sconvolto tutti e sul quale iniziano ad emergere i primi particolari. Chi conosceva Luigi De Michele e Carmela Mautone è rimasto senza parole: “Due persone per bene lui fino a pochi anni fa lavorava al Nucleo Investigativo di Frascati, faceva i rilievi scientifici. Ora invece prestava servizio nella stazione di Ville Pontificie, che si occupa della sicurezza delle residenze del Papa in zona. Lei una donna dolce, buona. Una docente precaria, lavorava qui da appena tre giorni. Era una mamma premurosa e affettuosa”.

Come pubblicato da IlMessaggero.it, a rompere il silenzio è stata una collega di Carmela Mautone: “Quando ho sentito che una maestra era stata uccisa dal marito, ho subito pensato: è Melina”.

La donna pochi giorni prima di essere uccisa avrebbe confidato che il marito le faceva paura ma che non aveva il coraggio di denunciarlo a causa di quella divisa che indossava: “È un militare. Lui porta la divisa. Chi mi crederebbe?”.

Non molto tempo fa i due coniugi avevano inutilmente provato ancora una volta a ritornare insieme per il bene dei figli ma nulla è riuscito a risanare il loro rapporto così, secondo quanto dichiarato da un’altra maestra, “Melina aveva pensato di tornare dai genitori in provincia di Napoli, ma sempre per i figli aveva deciso di restare. I due, una femmina e un maschio, non volevano lasciare i compagni di scuola e gli amici di una vita. Così lei aveva ripreso gli studi, la prossima settimana aveva due esami importanti, e accettava ogni supplenza che le proponevano”.

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