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Petrucci Carmela, l’assassino era incapace di volere

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Samuele Caruso, il ragazzo che ha ucciso Carmela Petrucci, la sorella della sua ex fidanzatina, avrebbe ucciso per rabbia e secondo la perizia, quel maledetto giorno dell’omicidio non era in sè e per questo potrebbe evitare l’ergastolo

Un altro duro colpo da affrontare per la famiglia Petrucci, che dopo aver perso una figlia è costretta anche a vedere l’assassino della giovane, processato con rito abbreviato, in libertà fra meno di 20 anni, intento a rifarsi una vita, a ricominciare da zero, facendo finta di nulla.

Secondo lo psichiatra Alfonso Accursio e la psicologa Giovanna Manna, il ragazzo reo confesso del delitto, quando il 19 ottobre del 2012 uccise Carmela Petrucci, dopo averla contattata innumerevoli volte su facebook, era capace di intendere ma non di volere e non agì con premeditazione: «Capace di intendere, ma non di volere, in quanto la sua volontà era dominata da pensieri paranoici ed era in vigore la parte impulsiva, esplosiva della sua personalità».

carmela petrucciCarmela Petrucci non era l’obiettivo del giovane assassino, che invece puntava ad uccidere Lucia Petrucci la quale aveva troncato la loro storia d’amore. Carmela è morta per difendere la sorella da quel brutale e inaspettato attacco, mentre tornavano da scuola, sotto il portone di un palazzo.

Lucia Petrucci rimase gravemente ferita salvandosi per miracolo, ed oggi è una ragazza seguita dagli psicologi, una ragazza che non dimenticherà mai quegli attimi e soprattutto non potrà mai cancellare il dolore che ha nel cuore per aver perso sua sorella Carmela.

Dopo aver ucciso Carmela Petrucci, Caruso scrisse una lettera indirizzata alla famiglia della vittima la quale non ha avuto mai risposta: «Chiedo scusa per il dolore che ho causato e perdono per il male che ho provocato».

E successivamente confessò: «Non ce l’avevo con Carmela, non volevo colpire lei, l’ho colpita per sbaglio. Ce l’avevo con Lucia…».

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