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Carolina Picchio, suicida per un video su Facebook: era tormentata dai bulli

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carolina picchioDopo anni di dolore si è concluso il processo contro gli autori degli atti di bullismo che hanno portato Carolina Picchio, 14 anni, al suicidio. Ecco la sua storia ricordata dal padre, intervistato qualche tempo fa da Famiglia Cristiana

Nel 2013 Carolina Picchio si è tolta la vita. Colpevoli della sua morte un branco di ragazzi che avevano diffuso su Facebook un video che faceva tanto vergognare la giovane. Il maggiorenne del gruppo è stato condannato ad 1 anno e 4 mesi, i cinque minorenni che facevano parte del gruppo saranno invece messi alla prova.

Ma cosa è successo a Carolina Picchio, ragazza bella, intelligente e sportiva? A raccontarlo lo scorso anno è stato il papà, Paolo Picchio: “Era la notte del 5 gennaio 2013. La sera era uscita con gli amici e io le avevo raccomandato di non fare tardi. Verso le 23 mi ha chiesto di andare a riprenderla e tornati a casa si è subito infilata nella sua stanza. ‘Sono stanca, vado a dormire’, mi ha detto. Verso le tre della mattina mi ha svegliato una telefonata dei carabinieri. ‘Dov’è sua figlia?’. Sono entrato in camera e ho visto la finestra aperta”.

Tutto risale ad una serata di fine novembre del 2012, quando Carolina partecipò ad una festa insieme ad alcuni amici: “Lei era quasi astemia. Ma quella sera è successo qualcosa. Carolina ha bevuto tanto da perdere i sensi. Mi hanno telefonato di andare a prenderla perché stava troppo male. Era talmente sfinita che il giorno dopo non ricordava nemmeno i miei schiaffi per svegliarla né nulla di quanto accaduto. Non so bene cosa possa essere successo, se qualcuno le abbia messo qualcosa nel bicchiere. So solo quello che resta, un video che ritraeva Carolina in quello stato e che un mese dopo è stato postato e ha iniziato a girare sulla Rete. La vergogna è stata insopportabile”.

Sarebbe stato proprio quel video a scatenare la vergogna e la frustazione della 14enne: “Mai avrei immaginato una cosa del genere, che covasse un tale disagio. Non ha mai dato segnali, mai lasciato trapelare nulla né con me né con la madre né con le sorelle. Nemmeno con la sua migliore amica. L’età tra i 13 e i 14 anni è incredibile. L’insegnante della scuola media è più materno e presente. Al liceo passi da ragazzina a ragazza, un salto incredibile di maturità, sessuale ed esteriore. Hai delle compagnie nuove, si spersonalizza il rapporto tra insegnante e alunno. Carolina poi ha cambiato scuola, dalle magistrali allo scientifico. I suoi insegnanti non hanno avuto neanche il tempo di capire. Né loro né io, altrimenti sarei intervenuto, avrei indagato. Ma quel video, virale e inarrestabile, è stato uno stillicidio. Mentre lo ricevi tu, lo ricevono anche altri. Un video, 2.600 insulti e non ti puoi nascondere“.

Prima di togliersi la vita, Carolina Picchio ha scritto due biglietti: “Le parole fanno più male delle botte”, “Spero che adesso sarete un po’ più sensibili sulle parole”.

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