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Cold CaseCaryl Chessman, il bandito della luce rossa: fermava e aggrediva le coppiette fingendo di essere un poliziotto
Caryl Chessman

Caryl Chessman, il bandito della luce rossa: fermava e aggrediva le coppiette fingendo di essere un poliziotto

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Caryl Chessman aveva precedenti per furti e rapine, venne arrestato perché sospettato di essere il bandito della luce rossa che fermava le coppiette appartate, le rapinava e poi violentava le ragazze. Contro di lui non c’erano prove e sino alla fine del processo tutti sperarono in un errore giudiziario, ma la giuria lo dichiarò colpevole.

Caryl ChessmanLos Angeles. Nel 1948 un malvivente spaventa le coppiette che si appartavano. Per non destare sospetti ha un lampeggiante come quello della polizia, poi abbaglia i malcapitati con una torcia elettrica, così non possono vederlo in viso. All’inizio le sue sono solo rapine, poi passa a violentare le ragazze. Tutte le vittime forniscono una descrizione del bandito: altezza 1,70, denti scuri e storti. L’auto su cui viaggia è una berlina chiara, una Ford. Il 23 gennaio dello stesso anno due banditi rapinano un negozio di abbigliamento e fuggono a bordo di una Ford scura decappotabile. Alla guida c’è Caryl Chessman, un avanzo di galera a soli 26 anni. La polizia durante la perquisizione trova la torcia e una calibro 45, e viene associato al bandito della luce rossa. La sua fisionomia però non coincide con l’identikit delle vittime. Come succede spesso in questi casi, la polizia ha bisogno di trovare un colpevole e Caryl “sembra” perfetto.

In passato Chessman è stato in riformatorio ed è stato arrestato cinque volte. Per guadagnarsi da vivere ruba, l’unica cosa che riesce a fare e che gli garantisce di mantenere la famiglia. La polizia riesce ad estorcergli una confessione, che il presunto bandito della luce rossa ritratta subito dopo, dicendo che è stato massacrato di botte. A febbraio del 1948 inizia il processo e gli vengono contestati 17 capi d’accusa: rapine, sequestri di persona, stupro di una minorenne. Caryl Chessman rischia di essere condannato a morte perché dal 1932 il sequestro di persona era un crimine federale punto con pene altrettanto severe. In California anche prendere la vittima e spostarla di alcuni metri è un sequestro, il bandito trascinava le donne nella sua auto dove le violentava. La storia suscita le immediate reazioni dell’opinione pubblica perchè piuttosto ambigua, ma nel frattempo il bandito della luce rossa sembrava sparito, seppur in assenza di prove inconfutabili dunque, i sospetti si concentravano su Caryl.

Caryl Chessman viene condannato due volte alla camera e gas, ad un ergastolo e a 60 anni di carcere. Per lui si aprono le porte di San Quintino. I giudici per 8 volte hanno stabilito la data della condanna a morte ma Caryl riusciva sempre a trovare qualche cavillo burocratico per rimandare tutto. In cella ha scritto anche 3 libri, che hanno riscosso grande successo a livello internazionale. Si formano dei comitati a suo favore e giungono tanti appelli da parte di persone famose. Nel frattempo il ministero degli Esteri interviene chiedendo aiuto al governatore della California, Brown che tenta molte strade. L’ultima è quella di abolire la pena di morte con una seduta straordinaria. Nulla da fare, alle due di notte con otto voti favorevoli si decide di mantenere la pena di morte. Chessman viene trasferito nella “preparation room”. Gli avvocati invece si trovano presso gli uffici della Corte Suprema della California per presentare un’ultima istanza di appello. Ottengono il rinvio di un’ora, il giudice vuole vedere le foto pubblicate da un giornale che sembrano scagionare Chessman, ma è troppo tardi.

Subito dopo la sua morte si scopre che Caryl Chessman aveva due figli e che conosceva il bandito della luce rossa, ma aveva paura di ritorsioni. Allora chi era questo criminale? Il suo nome è Charles Terranova. Il corpo di Caryl viene cremato ma al cimitero rifiutano di conservare le sue ceneri accanto a quelle della madre così come aveva chiesto, perché era agnostico e non aveva tenuto un comportamento virtuoso in vita. Rosalie Asher, uno degli avvocati, portò l’urna in ufficio dove rimase per 14 anni, poi le disperse in mare.

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