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Caso Ceste, Michele Buoninconti scrive ai figli: “La mamma è con me, le parlo tutti i giorni”

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elena ceste-ricorso michele buonincontiIl settimanale Giallo ha pubblicato in esclusiva le lettere che Michele Buoninconti, condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio della moglie Elena Ceste, ha scritto ai suoi quattro figli e alla cognata

Michele Buoninconti è in attesa della sentenza del processo d’appello che è stata fissata per il prossimo 15 febbraio. Intanto dalla cella l’uomo scrive delle lettere ai figli che sono apparse alquanto strane.

Secondo il settimanale Giallo infatti, l’uomo potrebbe aver assunto un atteggiamento “tattico” per evitare la condanna anche in appello, manifestando una personalità molto diversa da quella che è stata descritta dal giudice che lo ha condannato in primo grado a 30 anni, il quale lo aveva descritto una mente “lucida, criminale e malvagia”.

Di seguito riportiamo un estratto di una lettera scritta proprio da Michele Buoninconti il 1 maggio 2016. L’uomo si rivolge ai bambini: “Presto ritornerò e saremo sempre vicino. Non vedo l’ora di riabbracciarvi. Che bello sognare la nostra famiglia e tutti i momenti felici vissuti. Io ne ricordo solo di belli e credo che anche per voi sia così. Ho sognato la mamma, la sogno spesso. Questa volta mi ha detto di non fare tardi, come era solita dire quando andavo a lavorare e aveva sempre premura che io tornassi presto”.

L’ex vigile del fuoco ricorda poi la sua infanzia: “La mia insegnante diceva che per essere felici non bisogna raggiungere tutta la felicità, ma stare su uno scalino inferiore, in modo da sognare di salire sempre quell’ultimo scalino. Perché quando sei in cima no puoi far altro che scendere. Scendere significa, è brutto ricordarlo, significa soffrire. [..] Noi avevamo raggiunto il massimo. Quando si è troppo felici purtroppo per sfortuna capita qualcosa che deve mettere in crisi, a dura prova, la felicità”.

Oltre alle lettere, Buoninconti invia dei disegni per ognuno dei suoi figli: “Vediamo se ti ricordi questo braccialetto? – scrive alla figlia – Son passati due anni, ne hai fatte di cose. Sarà un po’ difficile, e noio sappiamo il perché. Perché si sta rompendo, se vuoi conservarlo, me lo farai vedere quando torno. Ne faremo anche uno più bello”.

Poi arriva il momento di parlare ai bambini della mamma, Elena Ceste, con una serie di frasi deliranti: “Eppure mamma mi aspetta, le ho detto che non dipende da me. Sono gli altri che si sono appropriati della mia vita… Voi non dovete prendere alcuna decisione, perché sarà lei a guidarvi: mamma è con me, le parlo tutti i giorni come ho sempre fatto. Ci chiede di amarla con sincerità. Solo così raggiungerà la serenità”.

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