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Caso Claps, il vescovo di Potenza chiede di riaprire la chiesa dove è stata uccisa Elisa

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elisa-clapsIl 22 settembre 1993 è stata uccisa Elisa Claps, la 16enne che trovò la morte nel sottotetto che sovrastava l’altare di una chiesa. Soltanto nel 2010 è stato rinvenuto il suo cadavere, proprio lì dove 7 anni prima venne accoltellata e soffocata. Quella chiesa però, per il vescovo di Potenza deve essere riaperta

Per anni il luogo in cui venne accoltellata e soffocata Elisa Claps è rimasto chiuso, nonostante il dissequestro deciso nel 2014 dalla Procura di Salerno. Al futuro della Chiesa della Santissima Trinità, trasformata con quel delitto da tempio sacro a luogo “maledetto”, vuol pensarci il nuovo vescovo Salvatore Ligorio.

Il suo intento sarebbe quello di riaprire la chiesa alla comunità. L’annuncio è arrivato tramite una nota ufficiale: “Sono in corso verifiche strutturali per stabilire con esattezza gli interventi da adottare per rendere nuovamente fruibile lo storico edificio. Quanto prima sarà pronta una relazione tecnica sulla base della quale sarà decisa la calendarizzazione dei lavori”.

Annuncio che ha giustamente turbato la famiglia di Elisa Claps, da anni in cerca di giustizia e verità: “La chiesa ha seppellito mia sorella sotto un castello di menzogne – ha dichiarato il fratello di Elisa – Chiedevo da 20 anni di andare in quel sottotetto, fin dal giorno della scomparsa di Elisa, quando entrai nella chiesa della Trinità e, per intuito o istinto, pensai di salire ai piani superiori dell’edificio, ma mi dissero che le porte erano chiuse e che non avevano le chiavi, e per anni nessuno ha disposto ispezioni. Riaprire la Cattedrale? Non è questa la priorità. Ci dicano prima tutta la verità su chi ha coperto Restivo, chi sapeva del corpo di Elisa e non ha detto nulla. Tutto il resto è secondario”.

Potenza è letteralmente divisa in due: c’è infatti chi appoggia la decisione del vescovo e chi invece vuole impedire la riapertura della Chiesa.

A commentare il tutto è stato anche il primo cittadino della città: “La chiesa è stata teatro di una vicenda orribile ma oggi è sottratta ai cittadini del centro storico che, durante la passeggiata, per consuetudine entravano a dire una preghiera. Si discute tanto dell’abbandono del centro di Potenza, ebbene questo è uno dei motivi, anche se non l’unico certamente. [..] Non ha senso che questa chiesa resti chiusa, spero che venga restituita al più presto ai fedeli, anche perché la comunità arrivi a un momento di conciliazione. Non sono d’accordo con questa interpretazione, perché altrimenti bisognerebbe chiudere tutti gli edifici dove sono stati commessi delitti“.

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