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Delitti ItalianiCaso Cucchi, la sorella Ilaria: “Lo Stato è responsabile di un brutale pestaggio”

Caso Cucchi, la sorella Ilaria: “Lo Stato è responsabile di un brutale pestaggio”

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caso cucchiIlaria Cucchi ha per ora un’unica ragione di vita: quella di lottare fino a quando la verità sulla morte del fratello Stefano non verrà a galla. Ecco cosa ha dichiarato in un’intervista a Vanityfair.it

Sono ormai 7 anni che Ilaria Cucchi lotta per conoscere la verità sulla morte del fratello Stefano: “Il nostro era un rapporto di amore ma anche di conflitto, determinato purtroppo dalla presenza della droga nella sua vita. Io ero la sua coscienza critica ma anche la sua complice nei momenti belli di vita normale vissuta”.

L’ultimo ricordo che ha del fratello è terrificante e indimenticabile: il suo corpo era consumato ed il suo volto tumefatto: “Quel giorno ho visto la distruzione di un uomo e della sua umanità. Ho visto la negazione della sua anima. L’annientamento della sua dignità. Ho visto un corpo devastato dal dolore e dalla sofferenza, fino ad essere privato della sua dimensione di persona. Era stato ridotto ad una cosa, non era più mio fratello. Quell’immagine non mi abbandonerà mai più. Ed è da quell’immagine che traggo la rabbia che mi fa andare avanti”.

Tanti sono i sensi di colpa, anche se Ilaria forse colpe non ha: “Oggi sopravvivo nel senso di colpa, nella rabbia che nasce dalla drammatica consapevolezza che Stefano è morto da solo, lentamente ed inesorabilmente. Mentre si sentiva abbandonato da tutti. Ma non lo era, perché noi eravamo dietro quella porta chiusa da uno Stato che si vergognava di se stesso e dietro la quale lo voleva nascondere”.

Ilaria Cucchi è pronta da anni a chiedere giustizia: “Le parole del pg Rubolino hanno un significato enorme, esprimono un’ovvietà che lo Stato si è sempre rifiutato di riconoscere. Lo Stato è responsabile di un brutale pestaggio, inflitto a Stefano mentre era affidato alla sua custodia. Un brutale pestaggio che ne ha provocato la morte. Stefano è morto di tortura ed è morto di dolore. Ora non siamo più solo noi a dirlo. Mi mancano la sua intelligenza, la voglia di vivere, il modo di essere eclettico, la sua capacità di esprimere tutto e il contrario di tutto”.

E’ stato proprio il procuratore generale Rubolino a chiedere per i dottori dell’ospedale in cui Stefano si è “consumato” 5 condanne per omicidio colposo: “Stefano Cucchi ha fatto la fine di Giulio Regeni, ucciso da servitori dello Stato in camice bianco: quell’ospedale per lui fu un lager, quei medici vanno condannati per omicidio colposo”.

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