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FemminicidioNewsCaso Elena Fioroni, la donna uccisa dal marito medico con tre iniezioni letali

Caso Elena Fioroni, la donna uccisa dal marito medico con tre iniezioni letali

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Elena Fioroni è stata uccisa nel 2006 dal marito, non accettava la fine della relazione. L’uomo, un medico, le ha iniettato tre dosi letali di benzodiazepine.

Era una mattina di febbraio 2006, in un elegante villetta alla periferia di Padova, una colf si apprestava a sbrigare le faccende domestiche. Il bagno era chiuso ma decise di usare una chiave di riserva, l’immagine che le si presentò davanti agli occhi era raccapricciante, Elena Fioroni, la padrona di casa, era riversa nella vasca piena di sangue. Dal telefono della donna era partiti due sms, uno per la madre e l’altro per il marito. La decisione sembrava essere arrivata dopo un lungo periodo di depressione. Elena e il marito Gianluca Cappuzzo dal quale si stava separando era molto conosciuti, aveva ereditato un’ingente somma di denaro dal padre, mentre lui era un medico specializzando in chirurgi.Da circa un mese Cappuzzo aveva lasciato la villa.

Elena Fioroni non si era uccisa, dall’autopsia infatti venne stabilito che la giovane 31enne, era stata avvelenata con tre iniezioni di benzodiazepina che, come riporta Fanpage, le avevano causato un edema polmonare. Il primo dei sospettati era proprio Cappuzzo, che disse che la sera prima le aveva somministrato un antidolorifico per il mal di schiena. La siringa utilizzata era introvabile. L’amica della vittima e altre persona segnalarono agli inquirenti alcuni retroscena della separazione. Il medico specializzando infatti non voleva divorziare e aveva chiesto una procura speciale per la gestione del patrimonio della moglie. Elena Fioroni voleva liberarsi di quell’uomo violento e possessivo, che l’aveva anche minacciata. Qualche giorno prima del delitto, Cappuzzo aveva svegliato in piena notte la donna con la scusa che la madre non stava bene e l’aveva portata fuori dicendo che l’avrebbe ammazzata e che poi si sarebbe ucciso.

Elena Fioroni soffriva davvero di depressione, e la situazione era peggiorata con la nascita della seconda bambina, tanto che era stato necessario il ricovero in una casa di cura. Voleva ricominciare da capo, e per farlo doveva mettere fine alla relazione ‘malata’. Per convincerla a non separarsi da lui, Gianluca aveva anche detto di avere un tumore. L’uomo è stato condannato a 26 anni di reclusione per omicidio premeditato. Ha narcotizzato Elena prima di iniettarle le dosi letali di benzodiazepine, poi e la tagliato le vene per simulare il suicidio. Non ha mai confessato. Per effetto dell’indulto e della buona condotta potrebbe uscire anche prima.

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