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Delitti ItalianiCaso Eligia Ardita, due anni dopo l’omicidio: riprende il processo a Christian Leonardi
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Caso Eligia Ardita, due anni dopo l’omicidio: riprende il processo a Christian Leonardi

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Sono passati quasi due anni dall’omicidio di Eligia Ardita. Il 19 gennaio 2015 la donna veniva trasportata in ospedale, era incinta all’ottavo mese. Tutti parlano di un caso di malasanità ma la verità era un’altra.

Eligia Ardita era incinta all’ottavo mese, è morta la notte del 19 gennaio 2015 mentre un’ambulanza la trasportava in ospedale. Conosceva già il sesso della creatura che portava in grembo, una femminuccia che avrebbe chiamato Giulia. L’infermiera di 35 anni viveva con il marito Christian Leonardi a Siracusa. Mentre era a letto aveva accusato dei dolori e il compagno aveva allertato il 118, la situazione era molto grave ed è precipitata in brevissimo tempo. Per Eligia e Giulia non c’è stato nulla da fare. La Procura però predispone l’autopsia, si parla di reato di procurato aborto e lesioni colpose, sotto accusa un medico e gli operatori del 118. I risultati degli esami arrivano a giugno e nella relazione emerge la verità: Eligia Ardita aveva delle lesioni al capo. Non era malasanità, la donna era stata maltrattata. Viene posta sotto sequestro la casa dove abitava con il compagno, ma solo a settembre arriva la svolta più importante.

Christian Leonardi si presenta in caserma con il suo avvocato per essere interrogato. In breve arriva la confessione e per il marito di Eligia Ardita si aprono le porte del carcere. Il legale parla di un incidente e una colluttazione, precisando che Leonardi si è assunto la responsabilità. Poche ore prima Eligia e Christian avevano cenato con i genitori di lei. Subito dopo cena il 40enne voleva raggiungere gli amici ma la moglie gli chiede di restare, da qui la lite. Dopo il colpo alla testa Eligia aveva vomitato e perso i sensi, nel frattempo Christian si è preoccupato di pulire tutto. La donna era rimasta sul letto per troppo tempo. La messa in scena organizzata da Leonardi è perfetta, ma in quella casa c’erano ancora le tracce della colluttazione. I vicini dicono che da tempo la coppia litigava, anche la sera dell’omicidio li hanno sentiti. Ma non finisce qui, i genitori di Eligia Ardita chiedono e ottengono la riesumazione del cadavere della figlia perché sono convinti che Christian non ha agito da solo e vogliono che venga analizzato il maglione che indossava, ma nella bara non c’era.

Il mistero della morte dell’infermiera siracusana si infittisce quando il marito ritratta la sua versione in una memoria scritta. Dieci lunghe pagine in cui spiega che si sentiva sotto pressione, e si professa innocente. Lo scorso 11 gennaio si sarebbe dovuta tenere una nuova udienza ma l’appuntamento è slittato al 25 gennaio.

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