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Caso Elisa Claps, per la Cassazione: “Omicidio di straordinaria gravità”

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Elisa ClapsLa Cassazione ha depositato le motivazioni della condanna a 30 anni di reclusione di Danilo Restivo, accusato di essere stato l’unico responsabile dell’omicidio di Elisa Claps

Elisa Claps, giovane studentessa di appena 16 anni, era scompara il 12 settembre del 1993 ed è stata trovata senza vita dopo ben 17 anni di mistero. I resti del suo cadavere sono stati rinvenuti precisamente il 17 marzo 2010 da alcuni operai che erano impegnati a svolgere alcuni lavori di ristrutturazione del sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza.

Il delitto è stato definito dalla Corte di Cassazione di straordinaria gravità e compiuto da una persona capace di intendere e di volere. La persona ritenuta responsabile dell’omicidio di Elisa Claps è Danilo Restivo, amico della giovane, che è stato condannato nel 2013 in via definitiva a 30 anni di reclusione. L’uomo è inoltre detenuto in Inghilterra per una condanna a 40 anni di reclusione per un altro delitto compiuto.

Durante il processo sono state bocciate dai supremi giudici le critiche della difesa per la mancata ripetizione dell’esame svolto su quella minuscola traccia di Dna che ha consentito agli esperti di rilevare la presenza di tracce biologiche di Restivo sulla maglietta di Elisa Claps.

I giudici di secondo grado hanno escluso ogni responsabilità di altre persone per l’omicidio della studentessa, a partire dal giovane albanese che era stato indagato nella prima fase dell’inchiesta.

E’ stato anche confermato il movente del delitto causato dal rifiuto di Elisa Claps ad avere un approccio di natura sessuale con Danilo Restivo che avrebbe ucciso la ragazza lo stesso giorno della scomparsa con “elevata intensità del dolo e violenta aggressione con plurime coltellate”.

I supremi giudici hanno dichiarato: “La Corte si secondo grado ha correttamente apprezzato, in una visione unitaria e globale, il materiale indiziario emerso dal processo arrivando alla conclusiva, ineccepibile decisione di attribuire il reato di omicidio volontario all’imputato Restivo con un alto grado di credibilità razionale”.

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