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Il caso Glenn Ford

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Da innocente per 25 anni in attesa di essere giustiziato, viene scarcerato

Glenn FordL’unica colpa di Glenn Ford è stata quella di essere nero e di essere un omonimo di un vecchio attore di cinema western in uno stato come la Louisiana dove il tasso di discriminazione razziale è uno dei più alti degli Stati Uniti.
La storia di Glenn Ford inizia nel 1984 quando un tribunale gli infligge la pena di morte. L’accusa lo ritiene colpevole di aver assassinato un gioielliere di nome Isadore Rozeman durante un tentativo di rapina.
La giuria che giudica Glenn Ford è composta completamente da bianchi e nonostante non sia mai stata ritrovata l’arma dell’omicidio e che non ci fossero dei testimoni oculari fu condannato alla massima pena.
Glenn Ford si è sempre dichiarato innocente e ha giurato molte volte di non saperne nulla della rapina e del omicidio del gioielliere. Dopo il primo pesantissimo verdette i suoi avvocati hanno ricorso molte volte in appello ma non c’è stato nulla da fare, cosi nel 1988 viene trasferito in carcere nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione della sentenza.
Sono passati ben 25 anni e solo pochi giorni fa un giudice ha ripreso in mano il suo caso in quanto in base ad un informatore l’omicidio del gioielliere sarebbe nato all’interno di dinamiche completamente diverse da quelle proposte dalla accusso nel processo.
Le informazioni confidenziali hanno anche confermato in pieno le dichiarazioni rese da Glenn Ford.
La cosa ancora più grave è il fatto di aver appurato che i processi contro Glenn Ford sono stati compromessi da avvocati alle prime esperienze e che le testimonianze che avrebbero gia nel 1988 scagionato l’imputato sono state dichiarate inammissibili.
La conclusione alla quale è arrivato il giudice è che Glenn Ford semplicemente non era presente durante il tentavio di rapina e quindi non dovrebbe nemmeno essere arrestato.
Gleen Ford oggi ha 64 ed ha passati ben 25 anni in carcere e i suoi pensieri sono molto rancorosi. Intervistato dalle tv locali ha dichiarato che la sua rabbia deriva dal fatto di aver passato quasi metà della sua vita in un carcere per un reato che non ha mai commesso e che quando entrò in carcere aveva un bambino e ora lo ritrova come un adulto con dei figli.
La Louisiana è uno degli stati americani in cui è ancora in vigore la pena capitale e nelle sue carceri ci sono ben 85 persone che attendono di essere giustiziate dallo stato.
Per Gleen Ford ci sarà un risarcimento per ingiusta detenzione di poco meno di 200mila eruo.
Gli Stati Uniti che primeggiano in materia di diritti e valori democratici sono anche lo stato dove solo l’anno scorso sono state giustiziate 80 persone e rinchiuse nelle cosidette death row ci sono ancora 3500 persone, dei quali il 40% sono afroamericani di colore.
Il dato è molto significiativo in quanto la popolazione americana ha solo il 12% di afroamericani. Sembrerebbe una vera e propria discriminazione razziale. Come non ricordarci l’esecuzione si Sacco e Vanzetti in un epoca in cui la discriminazione colpiva soprattuto noi italiani emigranti.
La stampa americana in questi giorni ha anche diffuso la notizia che i metodi di esecuzioni che si stanno utilizzano sono ai limiti della tortura, in quanto vengono eseguite con un cocktail letale che allunga il tempo dell’agonia del condannato anche per mezzora.
Tra le persone in attesa di esecuzione ci sono anche moltissime persone affette da malattie mentali che le convenzioni internazionali chiedono da anni di tutelare, così come molte persone che erano minorenni quando hanno commesso reati.
Molti detenuti poi si dichiarano completamente innocenti e forse qualcuno lo è pure e per questo il sito The Innocence List si batte per la revisione di alcuni processi “dubbi”.
Uno dei casi più seguiti è quello di Anthony Farina, un americano di origini siciliani che da 20anni vive in attesa dell’esecuzione per una rapina che ha commesso quando aveva appena 18anni.

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