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Caso Guerrina Piscaglia: caos in paese dopo la bufala sul ritrovamento delle ossa della casalinga scomparsa

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Negli scorsi giorni a Ca’ Raffaello, il paese di Guerrina Piscaglia, si è scatenato il caos dopo che qualcuno ha scritto un messaggio sui social che è stato letto in un programma televisivo. Il testo del messaggio era questo: «I Ris avrebbero prelevato un sacco contente resti umani. Dalle analisi si stabilirà se appartengono o meno a Guerrina Piscaglia, scomparsa il 1° maggio 2014». Il colpo di scena però era solo una bufala.

guerrina-piscagliaIl caso di Guerrina Piscaglia non occupa più molto spazio in televisione, le trasmissioni vi dedicano pochissimo tempo perché non vi sono elementi rilevanti e soprattutto non sono mai stati trovati i suoi resti, ecco perché questo messaggio “I Ris avrebbero prelevato un sacco contente resti umani. Dalle analisi si stabilirà se appartengono o meno a Guerrina Piscaglia, scomparsa il 1° maggio 2014”, ha mandato tutti in agitazione. Come riportato dal Resto del Carlino la notizia è stata annunciata persino in un programma televisivo, anche se in rete gli utenti si sono interrogati sulla fonte della notizia e nel frattempo su un blog sono apparsi altri dettagli: «Sono stati rinvenuti i resti di una donna accanto all’abitazione di Guerrina Piscaglia, la donna di ‘Ca Raffaello’ scomparsa quasi un anno fa. Le anticipazioni, in programma questa sera in tivù, diranno a chi appartengono le ossa ritrovate nel piccolo cimitero di San Gianni ma soprattutto cosa sia realmente successo. I resti, recentemente rinvenuti, apparterrebbero ad una donna alta 1 metro e 55 centimetri, come Guerrina».

Circa un’ora dopo è arrivata la smentita da parte della Procura e anche i Carabinieri del Ris hanno ribattuto che non è stato trovato assolutamente niente, nel programma televisivo l’imbarazzo era evidente e nessuno si è preoccupato di chiedere scusa alla famiglia di Guerrina Piscaglia per quella che era solo una bufala. Quello di Guerrina Piscaglia resta ancora un giallo, un cold case anche se, come svelato dal Corriere di Arezzo, presso l’Università La Sapienza di Roma è stato progettato un sistema per la localizzazione dei cellulari che potrebbe portare alla soluzione del caso.

L’unico indagato per la scomparsa di Guerrina Piscaglia è Padre Graziano, secondo l’accusa il sacerdote congolese ha utilizzato il cellulare della casalinga di Ca’ Raffaello dopo la sua scomparsa e ha inviato dei messaggi per depistare le indagini e far credere a tutti che fosse fuggita via con un uomo. L’algoritmo consente di ricostruire la mappa degli spostamenti che hanno fatto gli apparecchi telefonici che deve essere incrociata con i dati dei tabulati forniti dalle compagnie telefoniche. In questo modo si dovrebbe restringere il cerchio. La Procura ha deciso di non ricorrere a questo sofisticato sistema al momento, ma la Corte potrebbe valutare l’utilizzo per gli approfondimenti.

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