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Delitti ItalianiNewsCaso Lana Miranda Qorri, il fratello: “Se le vostre autorità di polizia fossero più severe Lana sarebbe viva”

Caso Lana Miranda Qorri, il fratello: “Se le vostre autorità di polizia fossero più severe Lana sarebbe viva”

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Lana Miranda QorriLa famiglia di Lana Miranda Qorri ha scoperto dopo 20 anni che la giovane fu vittima di un omicidio. Il fratello accusa l’Italia di essere favorevole alla prostituzione

Bilbil Qorri lancia accuse pesanti contro le autorità italiane: “Mia sorella fu fermata, la polizia prese le impronte digitali. Perché non fu rimandata in Albania? Se le vostre autorità di polizia fossero più severe e rispedissero nel loro Paese le ragazze dedite alla prostituzione, Lana oggi sarebbe viva. Invece fu lasciata tornare sul marciapiede, poco dopo venne ammazzata e a noi familiari non ci avvisarono neanche”.

Lana Miranda Qorri, a soli 18 anni, nel 1994 scappò da Berat per seguire il suo “sogno occidentale”. Una volta giunta in Italia, prima a Torino e poi a Roma, finì nel racket della prostituzione. Il 19 febbraio 1995 venne uccisa e buttata senza vita in un canale ma la notizia dell’omicidio per una serie di questioni burocratiche non giunse mai ai genitori che hanno saputo la verità solo oggi.

Bilbil Qorri si è recato a Torino in cerca della sorella diverse volte: “Pensavamo che fosse lì perché telefonò qualche settimana dopo essere scappata e disse a mio padre che si trovava a Torino con un giovane di nome Fatmir. Io e mia moglie abbiamo chiesto alla polizia, fatto denuncia, ma non sapevano nulla. Così, nel 2014 sono tornato a Torino per attaccare manifesti sui muri”.

Una ricerca fallita poichè di Lana Miranda Qorri non avrebbero mai potuto avere notizie perchè morta ormai da anni. E’ proprio questo che il fratello della ragazza dichiara: “Sapere che Lana fu uccisa mentre noi ancora la aspettavamo è stato un grande choc, non l’avrei mai immaginato. Io penso che le autorità italiane chiamarono quelle albanesi, che non ci hanno avvisato. Però la parte più frustrante è che mia sorella fu fermata dalla polizia o dai carabinieri mentre si prostituiva a Roma: le presero le impronte digitali e la fotografarono, videro che non era italiana e che la sua permanenza era illegale. Avrebbero dovuto immediatamente mandarla indietro in Albania”.

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