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Caso Macchi, Lidia regalò al suo presunto assassino un libro premonitore

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lidia macchiDopo trent’anni è stato finalmente arrestato Stefano Binda, presunto assassino di Lidia Macchi, la 21enne uccisa il 5 gennaio del 1987. L’uomo, 48 anni, potrebbe essere accusato di omicidio volontario aggravato dai motivi abietti e futili, dalla crudeltà e dalla minorata difesa

Avrebbe ucciso Lidia Macchi per punirla e dopo averla violentata perchè aveva “osato” concedersi ad un altro andando contro il suo credo religioso. Dopo 30 anni da quell’orribile omicidio si è riaperta nella famiglia della vittima la speranza di poter finalmente ottenere giustizia:“Trenta anni che aspettiamo, finalmente si fa luce sull’omicidio di Lidia – ha dichiarato la mamma della giovane vittima – La procura di Milano ha lavorato in silenzio, ma ha lavorato sodo”.

Lidia e Stefano erano amici, avevano studiato nello stesso liceo e insieme frequentavano ambienti di Comunione e Liberazione. La sera del 5 gennaio del 1987, la 21enne era andata con la sua auto a trovare un’amica nell’ospedale di Cittiglio. Una volta tornata nel parcheggio per tornare a casa, l’assassino sarebbe salito sulla sua auto, dove poco dopo si sarebbe consumata la violenza, seguita poi dall’atroce delitto.

Secondo il Gip, Lidia era particolarmente legata a Stefano. Voleva salvarlo dalla droga e per questo gli regalò diversi libri sulla tossicodipendenza: “Non sembra potersi escludere , anzi, che proprio la fragilità di Stefano Binda diventi il motivo di interesse di Lidia”. Uno dei libri che la 21enne aveva comprato per Stefano si intitolava “Seppellitemi con i miei stivali” e proprio quest’opera, sempre per il Gip, “sembra rivestire un significato particolarmente pregnante se non premonitore, dato che pare presentare analogie pienamente pregnanti al vissuto di Lidia”. La vicenda infatti narra di “una ragazza di buona famiglia che si innamora di un drogato e cerca di salvarlo, venendo invece gravemente ferita da lui”.

Una storia che ha diverse similitudini con quella della 21enne, la quale non sapeva che proprio quel ragazzo di cui si fidava, ritenuto carismatico e un leader nato, le avrebbe potuto togliere la vita per poi mantenere il segreto per tre decenni.

Fonte: Tgcom24.mediaset.it

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