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NewsCaso Marco Pantani, archiviata l’inchiesta bis: “Non fu omicidio”

Caso Marco Pantani, archiviata l’inchiesta bis: “Non fu omicidio”

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pantaniSecondo il gip di Rimini, Marco Pantani quel 14 febbraio del 2004 non venne ucciso. E’ per questo che l’inchiesta bis sulla sua morte è stata definitivamente archiviata

Non ci sarebbero elementi sufficienti per indagare qualcuno e per poter sostenere che quello di Marco Pantani fu un omicidio volontario. Secondo il procuratore Paolo Giovagnoli, le questioni nate con l’esposto presentato dalla famiglia del noto ciclista “più che a indicare indagini suppletive utili a scoprire elementi di un delitto non indagato, tendevano essenzialmente a far dubitare della correttezza e adeguatezza delle indagini del 2004 e a far ritenere falsi i suoi risultati, verosimilmente per cercare di cancellare l’immagine del campione depresso vittima della tossicodipendenza e dell’utilizzo di psicofarmaci“.

Con l’esposto, la famiglia di Pantani, attraverso l’avvocato Antonio De Rensis, aveva chiesto di approfondire la questione dei metaboliti nel sangue del Pirata e di ascoltare alcune persone che non erano state mai interrogate.

Seguendo la verità giudiziaria però, Marco Pantani morì all’età di 34 anni in una stanza del residence Le Rose di Rimini a causa di una elevata quantità di psicofarmaci assunti. Inoltre, è stato specificato che nessuno avrebbe costretto Pantani ad assumere quei psicofarmaci responsabili della sua morte. Per questi motivi, anche l’inchiesta bis sulla morte di Pantani è stata archiviata.

Resterebbero in ogni caso invariate le condanne degli spacciatori Fabio Miradossa e Ciro Veneruso. Il primo è accusato di aver consegnato al Pirata la dose che gli avrebbe causato la morte, il secondo per averla procurata.

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