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Cold CaseNewsCaso Moro, per il pg: “Gravi indizi di concorso in omicidio per Steve Pieczenik”

Caso Moro, per il pg: “Gravi indizi di concorso in omicidio per Steve Pieczenik”

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moroNuovo colpo di scena per il caso Moro. Il procuratore generale Luigi Ciampoli ha chiesto alla procura generale di procedere formalmente nei confronti di Steve Pieczenik, ex funzionario del Dipartimento di Stato Usa e superconsulente di Francesco Cossiga

Secondo il pg contro Steve Pieczenik ci sarebbero “gravi indizi circa un suo concorso nell’omicidio Moro” avvenuto il 9 maggio 1978 a Roma. L’uomo avrebbe istigato o rafforzato il proposito criminale delle Brigate Rosse ad uccidere Aldo Moro.

In quelle oltre cento pagine in cui è scritta la richiesta d’archiviazione per le rivelazioni dell’ex ispettore di polizia Enrico Rossi, che ipotizzava che la mattina del rapimento del politico e giurista italiano ci fossero degli agenti dei Servizi Segreti a bordo di una moto mai identificati, sono contenuti elementi che conducono Pieczenik sotto accusa.

L’uomo, in merito all’omicidio Moro, nel suo libro pubblicato circa 30 anni fa raccontava: “Ho messo in atto una manipolazione strategica che ha portato alla morte di Aldo Moro”. Pieczenik aveva inoltre rivelato qualche anno fa che uccidere Moro era da tempo un obiettivo e a farne le spese sarebbero state proprio le Brigate Rosse che messe con le spalle al muro non avrebbero potuto far altro che ucciderlo: “Mi aspettavo che si rendessero conto del loro errore e che lo liberassero facendo fallire il mio piano. Fino alla fine ho avuto paura che lo liberassero. Per loro sarebbe stata una grande vittoria”.

Il pg Ciampoli ha poi dichiarato che altri sono gli elementi che potrebbero incriminare l’uomo: “Abbiamo chiesto alla Procura di Roma di approfondire ai fini della configurazione di un reato la posizione di Steve Pieczenik che riteniamo possa essere l’ispiratore dell’omicidio di Aldo Moro. La sua autoreferenzialità era esasperata e quasi schizofrenica. In un’intervista a Giovanni Minoli su Rai Storia raccontò che Moro doveva morire perché in questo modo si sarebbero destabilizzate le Brigate Rosse. Noi abbiamo acquisito il cd di quell’intervista televisiva e tutto il girato completo e siamo convinti che la sua posizione meriti un approfondimento da parte della Procura”.

Ed è proprio in quel video che Pieczenik, arrivato dagli Stati Uniti come esperto di terrorismo, aveva detto: “Quando sono arrivato in Italia c’era una situazione di disordine pubblico: c’erano manifestazioni e morti in continuazione. Se i comunisti fossero arrivati al potere e la Democrazia Cristiana avesse perso, si sarebbe verificato un effetto valanga. Gli italiani non avrebbero più controllato la situazione e gli americani avevano un preciso interesse in merito alla sicurezza nazionale. Mi domandai qual era il centro di gravità che al di là di tutto fosse necessario per stabilizzare l’Italia. A mio giudizio quel centro di gravità si sarebbe creato sacrificando Aldo Moro”.

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