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Delitti ItalianiNewsCaso Nobile Izzo: “Voglio vedere l’omicida di mia madre”

Caso Nobile Izzo: “Voglio vedere l’omicida di mia madre”

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Nell’aula dove si stava svolgendo l’udienza preliminare, a carico di Nobile Izzo, l’uomo indicato come il presunto assassino di Santina Rizzo e Maria Ambra, due prostitute uccise rispettivamente il 13 febbraio 2010 e il 30 maggio 2014; si è udito un grido: «Voglio guardare in faccia l’assassino di mia madre»

Nobile Izzo - delitti.netA gridare in aula è stata una delle figlie di Maria Ambra alla fine, dell’udienza preliminare durante la quale è stato deciso un rinvio per effettuare una perizia che stabilisca le effettive condizioni di Nobile Izzo; il presunto serial killer si trova in carcere dall’anno scorso, ed era presente in aula, assistito dall’avvocato Andrea Vagito.

Erano presenti all’udienza anche i parenti delle due donne uccise, nel corso della quale il Gup Luigi Levita ha chiesto: “Cosa chiedono le parti civili?”, inaspettatamente dalla platea si è levato un coro unanime che ha risposto: “Giustizia”. Al processo si sono costituiti parte civile il figlio di Santina Rizzo,  supportato dagli avvocati Alessandro Laudisio e Fabio Carusone, e due dei nipoti di Maria Ambra.

Dopo l’esito della perizia psichiatrica su Izzo, affidata al perito Corrado De Rosa, avrà luogo a maggio la nuova udienza per decidere se al momento degli omicidi l’imputato era o no capace di intendere e di volere.  Nobile Izzo tappezziere incensurato, separato dalla moglie è accusato di omicidio volontario e vilipendio di cadavere, infatti in tutti e due gli omicidi, dopo aver ucciso le due poverette si è accanito sui loro corpi.

Le due donne:  Santina Rizzo, 63 anni e Maria Ambra, 74 anni, entrambe prostitute, vengono massacrate da Izzo a Nocera Superiore, la prima viene strangolata con una corda e poi seviziata con un paio di forbici, la seconda viene uccisa nella baracca dove viveva, il cadavere ha la cassa toracica frantumata e un piede del letto conficcato nella gola e l’impronta di una scarpa lasciata a forza su una guancia.

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