HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiCaso Paolo Pilla, un collaboratore di giustizia conosce il nome dell’assassino dell’informatico?

Caso Paolo Pilla, un collaboratore di giustizia conosce il nome dell’assassino dell’informatico?

di

Sono passati 5 anni dalla morte di Paolo Pilla e un super testimone ha deciso di rivelare il nome del suo assassino. L’informatico venne ucciso a colpi di pistola e poi seppellito nel suo giardino.

paolo pillaChi ha ucciso Paolo Pilla? Dopo 5 anni questa domanda potrebbe avere una risposta. Massimiliano Ungaro, un collaboratore di giustizia, ha deciso di parlare. L’uomo è finito in carcere all’inizio di quest’anno nell’ambito di un’operazione dei carabinieri contro un gruppo specializzato in estorsioni. Ungaro è un esponente della ‘ndrangheta molto amico di Paolo Pilla. In passato i due avevano condiviso alcuni affari, come riporta il settimanale Giallo che ha parlato della svolta nel caso.

Paolo Pilla è stato giustiziato a colpi di pistola il 2 agosto del 2011, i suoi sicari lo avevano costretto a scavare la fossa che sarebbe stata la sua tomba. Venne trovato 3 giorni dopo. Proprio lì, nella villa a Rivalba, in provincia di Torino che aveva acquistato ad un’asta giudiziaria. In passato Paolo Pilla aveva commesso qualche passo falso, ma aveva cambiato vita, prima il lavoro, poi la compagna con cui voleva sposarsi a breve. Per quella villa, l’informatico di 34 anni aveva ottenuto un mutuo.

Massimiliano Ungaro aveva sempre detto che non sapeva nulla, anche se lui è stato l’ultimo a vedere in vita Paolo Pilla. Dopo cinque anni però ha deciso di vuotare il sacco, perché ai collaboratori di giustizia “spettano” alcuni vantaggi e Ungaro ci pensava da qualche tempo. Gli assassini di Paolo non hanno lasciato tracce, erano due, forse tre e sono arrivati da un’altra regione. Forse la vittima li conosceva. Di certo era gente istruita e che aveva già ucciso in passato.

Tornando alla villa di Rivalba, c’era stato un passaggio di consegne fittizio in quanto Paolo Pilla si era aggiudicato l’immobile per 80mila euro ma doveva consegnare altre 20mila euro al proprietario. Purtroppo l’informatico non ha rispettato questo “patto” e sono iniziati i primi problemi. La villa si era rivelato un ottimo affare perché al suo interno vi era un tesoro, lo aveva confidato ad un’amica. Tuttavia dentro non c’era nulla, forse è stato portato via dagli assassini? O si trattava solo di uno scherzo?

Lascia un commento

Back to Top