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Alessandria

Caso Pignatale, la vittima sequestrata e sgozzata: l’assassino potrebbe tornare libero

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pignataleE’ stato sequestrato ed ucciso, ma il suo assassino potrebbe tornare ben presto in libertà. Ecco cosa ha detto Claudia Pignatale, sorella di Cataldo, la vittima

Sono parole piene di dolore e rabbia quelle pronunciate da Claudia Pignatale, che due anni fa ha perso il fratello, a causa di un malintenzionato che si infilò nella sua auto, minacciandolo con un cutter alla gola.

Fu in quel momento che Cataldo fu costretto a recarsi sino ad uno sterrato di campagna, lì dove venne sgozzato con un fendente alla gola: “La tragedia di mio fratello è un incubo che mi accompagna da oltre due anni. Da mercoledì convivo con un altro incubo: rivedere in libertà il suo assassino”.

L’assassino di Cataldo Pignatale venne subito arrestato e condannato in primo grado all’ergastolo. Nei giorni scorsi però è arrivata una notizia devastante: la sentenza è stata riformata in appello a 30 anni di carcere.

“Francamente non capisco – ha dichiarato Claudia – Mio fratello è stato ucciso barbaramente da un uomo che già in passato aveva ridotto in fin di vita una donna alla quale aveva tagliato la gola. Non ci sono dubbi sulla pericolosità di questa persona. E non dovrebbero essercene sul fatto che debba passare la sua esistenza in cella. E invece il mio avvocato mi ha spiegato che in futuro, anche se lontano, potrà ritornare libero. Lo trovo aberrante. Non mi sento tutelata dalla giustizia. Così come mi sono sentita abbandonata in quei giorni tremendi”.

“Mio fratello era un ragazzo straordinario e amava la vita. Avrebbe dato qualsiasi cosa per salvarsi. Ma il suo assassino non ha avuto pietà, lo ha ucciso lo stesso. Ha infierito come un animale. Non ci può essere perdono e i giudici hanno il dovere di rispettare il nostro dolore quando sfogliano i codici. Quando si decide su un caso del genere bisogna ricordare che ci sono le vittime. E che anche a loro vanno date delle risposte. Chi rappresenta le istituzioni è stato assente nella tragedia di mio fratello. E noi siamo stati abbandonati. Mercoledì per l’ennesima volta, con una sentenza che sembra fatta da burocrati e non da giudici. È stato come uccidere Aldo un’altra volta. Ora spero solo nella Cassazione”.

Fonte: Quotidianodipuglia.it

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