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Caso Roberta Ragusa: dopo la condanna Antonio Logli non può più fare il padre

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Antonio Logli è stato condannato a 20 anni per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa. Non è ancora in carcere ma non può più fare il padre. Inoltre non può allontanarsi dal paese in cui vive. E le cugine della donna chiedono con insistenza di far sapere dove ha nascosto il suo corpo.

roberta ragusaL’assassino di Roberta Ragusa è Antonio Logli, l’uomo è stato condannato a 20 anni in primo grado. In questa storia, oltre alla donna, ci sono altre due vittime innocenti, i figli. Oltre a non avere una tomba su cui piangere devono anche fare i conti con un padre assassino. Logli ha deciso di ricorrere al rito abbreviato, il giudice non ha ritenuto opportuna la custodia cautelare il carcere ma Antonio Logli non può allontanarsi da Pisa e San Giuliano, per effetto della sentenza ha perso la potestà genitoriale.

Sul settimanale Giallo sono riportate le parole di Enrico Maria Gallinaro, avvocato di una cugina e uno zio di Roberta Ragusa che ha spiegato: «Gli atti d’indagine usati dal giudice sono stati sicuramente valutati in coerenza con quanto scritto dalla Cassazione. Pertanto tutto il materiale indiziante ha assunto la dignità di prova». I legali di Logli invece hanno già annunciato il ricorso in appello. La condanna è arrivata dopo 5 anni dalla scomparsa di Roberta Ragusa, una splendida donna, dedita alla famiglia. Da quando aveva scoperto che Antonio Logli la tradiva con Sara Calzolaio, la crisi coniugale che si trascinava da anni si era acuita, e si faceva sempre più concreta l’ipotesi del divorzio, che spaventava l’uomo.

La svolta nel caso della scomparsa di Roberta Ragusa però è arrivata solo nel 2012 con la testimonianza del giostraio Loris Gozi che disse di aver notato due persone che litigavano in strada, circostanza confermata da Silvana Piampiani e Margherita Latona. Quella notte tutti hanno notato qualcosa di strano o incrociato Antonio Logli. Diverso il racconto di Filippo Campisi che aggiunse anche l’urlo di una donna. Oltre a queste testimonianze ci sono anche una serie di indizi contro Logli a partire dai graffi notati dalla domestica. È stato grazie al coraggio di queste persone se oggi c’è una condanna per l’omicidio di Roberta Ragusa ma il caso è tutt’altro che chiuso.

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