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NewsCaso Simone Borgese, parla la tassista violentata: “Era un animale, cattivo e violento”

Caso Simone Borgese, parla la tassista violentata: “Era un animale, cattivo e violento”

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Simone Borgese ha violentato lo scorso 8 maggio una tassista di Roma che dopo la violenza subita ha deciso di parlare. Le sue dichiarazioni sono state pubblicate dal Corriere.it

Simone BorgeseSimone Borgese quella maledetta mattina dell’8 maggio ha immobilizzato la tassista, l’ha picchiata, umiliata e violentata senza alcuna pietà. Il tutto è iniziato dopo che l’uomo, molestatore seriale, è entrato nel taxi della donna fingendosi un normalissimo cliente.

Quest’ultimo avrebbe però guidato la tassista in una strada isolata per poterla violentare in totale tranquillità: “Gli ho detto ‘Fermo che fai?’ Mi sono girata a guardarlo, lui si era già alzato dal sedile posteriore ed era quasi arrivato al centro dell’abitacolo. Aveva pantaloni di cotone pesante, di colore nero, ancora calzati e solo la cerniera slacciata. Mi ha ripetuto più volte ‘Fammi questo dai e poi te ne vai’. Mi sento ancora i brividi addosso”.

Dall’inguine Simone Borgese è poi passato a palpeggiare il resto del corpo della donna: “Era un animale, cattivo e violento, aveva un tono della voce crudele. Con veemenza ha mollato i miei capelli, ha abbassato completamente il sedile e mi ha sferrato un pugno con la mano sinistra, poi mi ha ripreso per i capelli. L’altra mano me l’ha infilata nella maglietta e ha iniziato a tastarmi ovunque sul seno. Poi è sceso ai jeans..”.

La tassista non ha potuto fare altro che cercare di difendersi e di scappare via da Simone Borgese, un 30enne apparentemente bravo, buono, pulito e con un sorriso smagliante: “Non ho gridato né suonato il clacson perché intorno a noi non c’erano niente e nessuno. Ho cercato di divincolarmi, ero terrorizzata. Io l’ ho implorato di non toccarmi, di non farmi del male, di non spogliarmi di avere un pò di umanità per me. Non so se abbia avuto un briciolo di lucidità o più probabilmente lo ha fatto perché impotente ma non ha proseguito. Avendo già ricevuto un pugno e non riuscendo a divincolarmi dalla sua presa mi sono sentita senza scampo.”

A quel punto l’orrore è continuato fino al rapporto sessuale vero e proprio: “Lui era già vicino a me e dalla sua posizione mi sovrastava, il suo bacino era all’altezza del mio viso, ho fatto quello che mi chiedeva, gli ho praticato un rapporto orale [..]”.

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