HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti dal mondoCaso Simone Renda: condannati agenti e funzionari che hanno torturato il bancario leccese
simone renda

Caso Simone Renda: condannati agenti e funzionari che hanno torturato il bancario leccese

di

Simone Renda è morto in un carcere messicano nel 2007, due giorni dopo essere arrestato. Il bancario leccese venne torturato in cella, condannati gli agenti e i funzionari.

Simone Renda, giovane bancario leccese, venne arrestato dalla polizia turistica messicana. Accusato di disturbo della quiete pubblica e ubriachezza, l’uomo fu subito trasferito in una cella di sicurezza. Renda alloggiava in un hotel, il personale di servizio bussò alla sua porta perché non aveva ancora liberato la stanza. Simone doveva ripartire per l’Italia, aveva prenotato un volo per quel giorno e, capendo di aver perso l’aereo, uscì in corridoio in boxer urlando. Il personale, spaventato, chiamò subito la polizia turistica. Simone Renda venne arrestato, ma il medico gli aveva diagnosticato un sospetto principio di infarto e uno stato confusionale dovuto ad ipertensione, prescrivendo il ricovero immediato in ospedale.

Renda non è mai stato trasferito presso la struttura medica, venne trattenuto in cella senza alcuna assistenza medica per 42 ore, senza acqua né cibo. Simone morì disidratato e durante la detenzione venne torturato e sottoposto a trattamenti disumani per una presunta infrazione amministrativa. Di questa storia ormai non parlava più nessuno, la vicenda giudiziaria era stata molto complicata, ma la giustizia ha vinto: sei persone sono state condannate per concorso in omicidio e per la violazione dell’art. 1 della Convenzione Onu contro la tortura e trattamenti crudeli, inumani e degradanti. I fatti sono avvenuti nel 2007, le persone condannate sono funzionari dello stato messicano. Ci sono state anche due assoluzioni, gli agenti del municipio di Playa del Carmen, Francisco Javier Sosa Frias e José Alfredo Martinez Gomez non avrebbero commesso il fatto. Nello specifico Il giudice qualificatore Hermilla Gonzales, il vice direttore del carcere Pedro May Balam e Arceno Parra Cano sono stati condannati a 25 anni, gli altri imputati, Luis Alberto Arcos, Gomez Gomez Cruz e Najera Sanchez Enrique, sono stati condannati invece a 21 anni.

Cecilia Greco, la madre di Simone Renda ha commentato così l’esito del processo: «Sono contenta che giustizia sia stata fatta». La donna, come riporta Fanpage è stata molto determinata ad andare avanti anche se tutti le dicevano di mollare, ma è stato soprattutto il coraggio della Procura di Lecce e dei legali che ha permesso di raggiungere questo importante risultato. «Questa sentenza dimostra la piena responsabilità dello Stato messicano – sostiene la donna – ma quello che mi sento di dire in questo momento è che il mio pensiero va a tutte quelle madri che hanno visto i propri figli uccisi da persone in divisa».

Lascia un commento

Back to Top