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Caso Thyssen Krupp alla Cassazione

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Il processo per il rogo  della Thyssen Krupp del 6 dicembre 2007 in cui persero la vita sette operai torna all’Appello che dovrà rideterminare l’entità delle condanne penali

Sarà fissato un nuovo appello per il rogo della Thyssen Krupp del 6 dicembre 2007: così è stato stabilito ieri dalle sezioni unite penali della Cassazione che hanno deciso di annullare con rinvio le condanne per i  manager responsabili del rogo alla fabbrica torinese.thyssenkrupp

Pur ammettendola responsabilità degli imputati per omicidio colposo, i giudici hanno deciso di annullare una parte della sentenza d’appello riguardante delle misure di sicurezza.

La lettura della sentenza della Cassazione ha suscitato forti e dure reazioni da parte dei familiari delle vittime che erano presenti in aula.

Per Antonio Boccuzzi, l’unico operaio ferito sopravvissuto al rogo e ora parlamentare Pd, rivela come questa sia una sentenza  deludente, incapace di mettere la parola fine a sei anni e mezzo di processi.

Dieci gli anni di carcere chiesti dal procuratore generale Carlo Destro per l’ex amministratore delegato, Harald Espenhahn, dai nove ai sette per gli altri dirigenti GeraldPriegnitz, Marco Pucci e Raffaele Salerno e per Daniele Moroni e Cosimo Cafueri, ovvero

responsabile dell’area tecnica e della sicurezza di Thyssen Krupp.

Gli avvocati della difesa non rilasciano alcuna dichiarazione in merito e considerano simbolico  il dispositivo emesso ieri sera.

La sentenza di primo grado fu emessa il 15 aprile 2011: il rogo uccise Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino e Antonio Schiavone, la corte condannò Harald Esphenhahn a 16 anni e mezzo di carcere per omicidio volontario con dolo eventuale, dirigenti Gerald Priegnitz, Marco Pucci, Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri a tredici anni e mezzo di carcere, Daniele Moroni a 10 anni e 10 mesi di reclusione.

I risarcimenti furono fissati in 17 milioni di euro di cui 13 milioni ai famigliari delle vittime.

Il 28 febbraio 2013 l’appello  ridusse le pene degli imputati e nel luglio dello scorso anno Raffaele Guariniello insieme ai pm Laura Longo e Francesca Traverso e al pg Ennio Tomaselli decise di presentare ricorso contro la sentenza d’appello, così come le difese degli imputati con altre motivazioni.

 

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