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Caso Yara, Bossetti: “Sarò anche un ignorantone, ma non sono un assassino”

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yara_gambirasio_processoContinua a gridare la sua innocenza, Massimo Bossetti, arrestato due anni e mezzo fa per l’omicidio di Yara Gambirasio. Ecco cosa ha detto di fronte alla Corte d’Assise alla chiusura del processo

Massimo Bossetti non si è mai dichiarato colpevole, anzi ha sempre sostenuto di essere innocente e di non essere stato lui ad uccidere e violentare Yara. Il carpentiere ha voluto nuovamente urlare durante il processo la sua innocenza: “Sarò anche uno stupido, un ignorantone, un cretino ma non sono un assassino. Questo sia chiaro a tutti. Per me è stata molto dura in questi ultimi due anni. Ringrazio Dio che ora posso parlare. È stata molto dura soprattutto per la privazione d’amore che ho subìto , senza mia moglie e senza i miei figli. Ma nonostante tutto questo e nonostante l’insistenza del pubblico ministero nel volermi fare confessare, io non ho mai confessato e non ho mai chiesto un rito abbreviato perché voglio uscire a testa alta da questo processo”.

Bossetti ribadisce di non essere un assassino: “Sono convinto che la verità sull’omicidio debba essere portata alla luce e vorrei incontrare i signori Gambirasio, anch’essi vittime di chi non ha ancora saputo trovare il vero colpevole o i veri colpevoli . Ripeto: sarò un ingenuo, ma non un assassino”.

Il 45enne parla poi del Dna, elemento messo in discussione dalla difesa: Sarei un pazzo a chiedervi di rifare il test del Dna se fossi colpevole, anche perché se le analisi risultassero positive vi toglierebbero ogni dubbio sulle mie responsabilità. Quel Dna non è mio, non è mio, e vi supplico e vi imploro di fare questa verifica perché il risultato farebbe chiarezza su di me. Io sapevo che stavano cercando l’assassino di Yara con il Dna, anche i miei colleghi venivano chiamati per il test, anche mia mamma è stata chiamata. Eppure io non sono mai stato preoccupato, che motivo avevo? In quattro anni non ho toccato nulla, gli attrezzi di lavoro, il furgone e neanche un giubbotto che ho comprato quel giorno”.

Bossetti è pronto a tutto ma ricorda che, semmai venisse condannato, il suo sarà soltanto il più grave errore giudiziario del secolo: “Accetterò il verdetto qualunque esso sia perché pronunciato, ne sono convinto, in assoluta buona fede. Ma ricordatevi che se mi condannerete sarà il più grave errore giudiziario di questo secolo. Mi rendo conto che è molto difficile assolvere Bossetti, ma è molto più difficile sapere di aver condannato un innocente”.

Fonte: Corriere.it

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