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Yara Gambirasio: confessione choc di Bossetti e nuove ipotesi sull’arma del delitto

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BossettiI legali di Massimo Bossetti, il muratore in carcere da 8 mesi perchè accusato di aver ucciso Yara Gambirasio, definiscono le indagini a senso unico e cercano in ogni modo di scagionare l’uomo. Nel frattempo sono spuntate diverse ipotesi sull’arma utilizzata per uccidere la ginnasta e nuove confessioni

Secondo il medico legale Dalila Ranalletta l’arma del delitto di Yara Gambirasio sarebbe “verosimilmente compatibile con un coltello da sub. La lama di due millimetri e il tipo di ferite indicano che è importante, non può essere un cutter. Il killer potrebbe essere una persona che sa maneggiare le armi, per esempio qualcuno che pratica arti marziali, e sulla base di una simulazione è più convincente che sia un mancino”. L’arma dunque potrebbe essere stata utilizzata da un mancino data la direzione in cui sono stati inferti i colpi sulla ginnasta, Bossetti però non utilizza la mano sinistra perchè destrimano.

Questo sembrerebbe essere un punto a favore per i legali del muratore di Mapello che insistono anche sulla mancata corrispondenza tra il dna nucleare trovato sul corpo di Yara appartenente a Bossetti ed il dna mitocondriale trovato sui reperti piliferi che però non apparterrebbe all’uomo.

L’avvocato Salvagni è pronto a fare di tutto per dimostrare l’innocenza di Bossetti che però vede aggravare la sua posizione a causa di una confessione choc che è stata intercettata nella sua cella in cui erano state messe delle cinici.

Alcuni detenuti del carcere di Bergamo avrebbero detto all’uomo: “Confessa, così puoi avere uno sconto di pena. Altrimenti rischi l’ergastolo”. La risposta di Bossetti è stata: “Rischierò l’ergastolo, ma non confesso per la mia famiglia”.

Parole che fanno riflettere e che potrebbero confermare la sua colpevolezza ma Salvagni continua a difendere il suo assistito: “Non confessa, perché non ha fatto nulla. Non crolla, perché vuole dimostrare la sua innocenza”.

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