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Delitti ItalianiCaso Yara Gambirasio: “Uccisa con crudeltà. E’ morta con paura e dolore”

Caso Yara Gambirasio: “Uccisa con crudeltà. E’ morta con paura e dolore”

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yara_bossetti_Durante la requisitoria tenutasi nelle ultime ore nel Tribunale di Bergamo, sono state nuovamente espresse le accuse nei confronti di Massimo Bossetti, il carpentiere di Mapello accusato di aver prima seviziato e poi ucciso la giovane Yara Gambirasio

Nella requisitoria sono state ripercorse tutte le tappe investigative dell’omicidio della giovane ginnasta Yara Gambirasio. Il pubblico ministero ha inoltre ricordato il terrore della ragazzina in quegli attimi in cui veniva uccisa: “Yara aveva dolori e paura quando è morta e il suo cadavere non è mai stato spostato, come qualcuno ha suggerito. Trascinata nel campo di Chignolo d’Isola, è stata tramortita con un oggetto contundente e ferita con un coltello più volte, l’intento era quello di farla soffrire”. L’aggressore di Yara, che senza alcun dubbio è Bossetti, è stato violento e spietato.

Il pm poi continua; “I risultati del dna oggetto di contestazione portano a Massimo Bossetti, niente inficia il risultato identificativo. Ci spaccammo la testa per capire come e perché fosse scomparsa la ragazzina di Brembate: avevamo pensato ad un sequestro o ad uno scambio di persona. Indagammo sulla quotidianità della vittima: Yara non amava il web, aveva un vecchio cellulare, una esistenza trasparente, si confidava molto con la sorella e la madre. Insomma non potevano esserci ombre dietro la sua vita di adolescente. La bontà del nostro percorso investigativo, dopo la scoperta di dna maschile sugli slip e sui leggins della vittima è data dal fatto che il confronto del dna è stato fatto a un uomo cresciuto in quelle zone, che lavora nell’edilizia, nato a Clusone, che ha avuto la residenza a Brembate e con lavori sempre svolti in zona. Si è partiti da un dna che non si conosceva, abbiamo fatto dei riscontri. Se non avessimo avuto quel campione genetico questo soggetto non sarebbe mai stato trovato. Non sapevamo chi fosse, non era un sospettato, il suo dna non è mai stato raccolto”.

Adesso non bisogna fare altro che aspettare la richiesta di pena che sarà formulata dal pm Letizia Ruggieri il prossimo 18 maggio.

Fonte: IlTempo.it

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