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Delitti ItalianiCaso Yara. No alla scarcerazione di Bossetti: il muratore resta in carcere

Caso Yara. No alla scarcerazione di Bossetti: il muratore resta in carcere

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massimo-bossetti2Gli avvocati di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di aver ucciso la giovane Yara Gambirasio, avevano chiesto la scarcerazione del loro assistito. La Corte d’Assise ha però respinto la richiesta

Massimo Bossetti resta in carcere. A deciderlo sono stati gli otto giudici della Corte d’Assise, che hanno respinto la richiesta degli avvocati dell’indagato, i quali avevano chiesto il trasferimento ai domiciliari: “Pensiamo che sia giunto il momento di chiederlo – aveva dichiarato Paolo Camporini, uno dei legali di Bossetti – alla luce di quanto successo finora in dibattimento, dato che il quadro ora è più ampio per poter valutare. Non ne facciamo una questione di gravità indiziaria, la cui valutazione spetterà alla Corte, ma di sussistenza delle esigenze cautelari”.

Come si legge su Ecodibergamo.it, per i giudici il muratore potrebbe uccidere ancora, e il pericolo di reiterazione del reato potrebbe non essere scongiurato agli arresti domiciliari e con il solo braccialetto elettronico: “Non può essere così – ha commentato Camporini – dopo l’entrata in vigore della legge 47 del 2015 che insiste proprio sul punto, disponendo che non si può ancorare la misura cautelare alla sola gravità del fatto contestato. Viene ribadito che il carcere deve essere l’estrema ratio e che è prevista la possibilità dei domiciliari con il braccialetto elettronico. Il giudice deve motivare il perché tiene in carcere una persona anziché concedere i domiciliari. Non tutti gli omicidi sono uguali: chi ha ucciso la moglie, ad esempio, non può reiterare. L’imputato, se messo a casa con moglie, figli e braccialetto elettronico, non potrebbe ripetere alcun reato”.

Inoltre la paura è che Massimo Bossetti potrebbe tentare la fuga: “Su 3.500 contatti telefonici emersi dai tabulati prima e dopo i fatti contestati – ha continuato Camporini – 2.500 risultano avvenuti mentre era a casa sua. Non è mai scappato in 4 anni prima dell’arresto. Inoltre è diventato una delle persone più note d’Italia: dove mai potrebbe andare?”.

A commentare la scelta dei giudici è il pm Letizia Ruggeri: “Nulla è cambiato rispetto alle esigenze cautelari così come sono state valutate nelle precedenti otto decisioni, tutte contro la scarcerazione. La nuova legge? L’ultimo pronunciamento della Cassazione è successivo all’emanazione, quindi la Suprema Corte ne ha giù tenuto conto. Il pericolo di reiterazione non è stato valutato in astratto ma in concreto, sullo specifico fatto contestato e sullo specifico imputato. Bossetti conduceva una vita monacale tutta casa e lavoro? Bene, questo non gli ha impedito di commettere il reato in imputazione. Il tempo già trascorso in carcere? Diciotto mesi sono pochi rispetto alla gravità del fatto contestato”.

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